Posts Tagged ‘pietrasanta’

apr
30

Eva Gerd | Still Life

Eva Gerd nasce in Danimarca il 28 Dicembre del 1963: a Copenaghen frequenta vari corsi di disegno presso il museo Glyptoteket, successivamente l’Accademia delle Belle Arti e il Dipartimento di Scultura e Installazione. Ottiene tre borse di studio nel 1994, 2007 e 2008 presso l’Accademia di Danimarca a Roma. Ha trascorso tre anni a Città Del Messico, dove ha realizzato numerose esposizioni ricamando ossa, per poi traferirsi in Italia, dove tutt’oggi vive e lavora. Per un lungo periodo ha vissuto a Catania: sarà durante tale permanenza in Sicilia che rinviene alcuni strumenti chirurgici in un vecchio ospedale psichiatrico con cui realizzerà un allestimento dal nome DSM (dipartimento de salud mental) che troverà espressione in una mostra presso il Museo di Arte Contemporanea di Morelia (Messico). Ha sperimentato numerose tecniche scultoree tradizionali ma l’impossibilità di lavorare in luoghi che le fornissero lo spazio necessario per lavori di notevoli dimensioni l’ha portata a scegliere il disegno e il ricamo, che sono poi diventate le sue tecniche preferite. Non avendo mai prima di allora ricamato e cucito attorno ad un oggetto, con pazienza e dedizione dopo molti fallimenti ha appreso e carpito i segreti di questa tecnica che oramai sente sua e che la convince sempre più a continuare in questa direzione artistica intrapresa.

apr
28

Robert Pan | Quasar

La Galleria MARCOROSSI artecontemporanea di Pietrasanta ha il piacere di presentare Quasar, la nuova personale di Robert Pan. Si tratta di un ciclo di lavori appositamente realizzati per questa esposizione che trova il suo completamento presso la galleria MARCOROSSI artecontemporanea di Verona.
I Quasar  sono tra gli oggetti celesti più misteriosi e affascinanti, si tratta di galassie lontanissime che emettono un’enorme quantità di energia così come queste opere, in cui dalle superfici grigie e brune del ferro, del  bronzo e del rame, fuoriescono nuovi cromatismi squillanti: arancio, rossi, azzurri e verdi brillanti. La mostra prosegue il percorso iniziato con le personali Dharma (legge cosmica), Lîlâ (gioco cosmico), Zenit e Sternenstaub (polvere di stelle), che rappresentano  gli elementi di una sua personale cosmogonia in cui le opere sono prive di titolo ma classificate da sequenze numeriche necessarie per poterle rintracciare nel suo firmamento fantastico.
Le opere sono realizzate con un procedimento complesso ideato dall’artista, che prevede la sovrapposizione di più strati di resina sintetica alternati a materiali di diversa provenienza; pigmenti e ossidi, metalli, vetro, reti, colla vengono levigati, incisi, corrosi con acidi fino ad ottenere oggetti tridimensionali che contengono infinite costellazioni policrome al loro interno.
I lavori di  Pan potrebbero non compiersi mai, imbevuti di resina colorata e poi lasciati ad asciugare, levigati e nuovamente immersi in un altro colore così per moltissime stratificazioni. In questo svilupparsi in strati che possono reiterarsi all’infinito, si scorge l’idea della continua espansione dell’universo, del movimento e del caos nel cosmo e lascia trasparire la vocazione ossessiva alla creazione, intesa come ripetizione e serialità.

Piazza Duomo 22, Via Garibaldi 16, 55045 Pietrasanta (Lu)
Orario estivo: tutti i giorni 11.00/13.00 e 18.00/00.30
Orario invernale: mercoledì/domenica 11.00/13.00 e 15.30/19.30
lunedì/martedì su appuntamento
Tel. 058.471799 – Fax 0584.71699

apr
07

ALDO MONDINO | Opere Anni ‘60

ALDO MONDINO | Opere Anni ‘60
Inaugurazione: sabato 7 aprile 2012 ore 19 Durata della mostra: 8 aprile – 3 giugno 2012
Orari della galleria: ven 16-20 / sab-dom 11-13 e 16-20
In collaborazione con CHRISTIAN STEIN MILANO
La Galleria Cardi Pietrasanta (Lu) è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra Aldo Mondino. Opere Anni ’60, sabato 7 aprile 2012 alle ore 19. Affianca l’esposizione il Cabinet 05. Aldo Mondino, curato dalla Galleria Cardi: allestimento di una vetrina presso la sede della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno in Piazza Duomo a Pietrasanta. Aldo Mondino (Torino 1938 – Torino 2005; vive a Torino, Parigi, Roma, Milano e ad Altavilla Monferrato), artista multiforme, non ha mai esitato a definirsi “pittore”. Dalla formazione parigina assorbe la passione per il Surrealismo, definito il suo primo grande amore. L’Ironia e la Parola, pur declinate in maniera eclettica e multimaterica, sono una presenza costante nel lavoro di Mondino. I frequenti calembour nei titoli o sulle tele ne sono la dimostrazione. Spesso le parole stanno a monte del quadro o della scultura, diventandone non solo il titolo ma il soggetto stesso dell’opera. Sono presenti in mostra un nucleo di opere concentrate fra il 1964 e il 1968, che testimoniano il flusso di produzione di Mondino dai “Quadri a quadretti” ai “Quadri con i palloncini”, significativa la presenza di un’opera come “Sole” del 1967, fra i pochi lavori realizzati dall’Artista mediante l’uso della corrente elettrica. I Quadri a quadretti traggono ispirazione dagli album da colorare dei bambini, sono dipinti su masonite (materiale meno pittorico e più didattico della tela secondo Mondino) e divisi in due parti. In una delle due vi compare un soggetto colorato, l’altra metà è disponibile agli interventi del pubblico. Alle volte, dall’Artista veniva applicato, di fianco al quadro, un contenitore con dei colori per invogliare lo spettatore ad intervenire. Nel 1964 i quadri a quadretti prendono come soggetto l’immagine emblematica di un’opera del pittore Casorati: una madre col bambino in braccio. Dello stesso anno è Tenda, un lavoro col quale Mondino vuole fare penetrare fisicamente lo spettatore attraverso il quadro. Riporta la stessa immagine e lo stesso concetto l’opera in mostra La porta, dove il medesimo quadro di Casorati raffigurato sulla tenda, sostituisce il numero di una camera d’albergo con relativo porta-chiavi. I Quadri con i palloncini sono una serie di opere, eseguite dal ’65 al ’68, mediante le quali Mondino esegue una riflessione sulla pittura. Questi lavori sono tele dipinte alle quali viene fissato un filo a cui è legato un palloncino in plastica colorato (tagliato a metà per realizzare un perfetto trompe-l’oeil). Caratteristica peculiare di queste opere è l’illusione ottica provocata dal movimento verso l’alto del palloncino che, tramite il filo, sembra deformare alcuni elementi dipinti. “I Palloncini trascinano degli elementi del quadro verso l’alto, mentre in alcuni casi è il quadro intero che vola verso il soffitto.” A.M. Lavori dello stesso periodo, ma che rappresentano tesi opposte, sono le Cadute: una serie di quadri la cui caratteristica è data da alcune lastre in plexiglas avvitate alla tela che, in teoria, non permettendo al colore di attaccare, ne provocano la caduta. Aldo Mondino ha partecipato a diverse edizioni della Biennale di Venezia: nel 1964, nel 1976 e nel 1993 con una vasta personale ai Giardini. È in quest’ultima occasione che Mondino invita i Dervisci di Konya a danzare nella sala.
mar
31

Chris Gilmour | Nothing is real

La Galleria MARCOROSSI artecontemporanea ha il piacere di presentare  Nothing is Real, mostra personale dell’artista Chris Gilmour che da sabato 10 marzo a domenica 15 aprile sarà esposta nella nostra sede di Pietrasanta, in Piazza Duomo 22. L’evento, che inaugurerà sabato 10 marzo alle ore 18.00, richiama la prestigiosa personale dell’artista esposta presso la Fondazione Ersel di Torino lo scorso autunno, adottando, nel segno di un continuum, il medesimo titolo.
Chitarre, biciclette, batterie, mappamondi….tutti oggetti del nostro mondo quotidiano,  che Gilmour  realizza al limite del virtuosismo in cartone riciclato e colla, verranno esposti in una  mostra, animata da uno spirito giocoso e divertito che stimolerà il nostro immaginario.
Lo stupore provocato da queste sculture è da spiegarsi nell’enigma contenuto nella loro riconoscibilità mentre il tempo della quotidianità si trasforma in un tempo sospeso: ciò che si muove nella realtà è irrimediabilmente fermo, ciò che muta è destinato a rimanere uguale, ciò che emette suoni resta muto.
Gilmour è uno dei più originali e affermati artisti inglesi dell’ultima generazione, è uno scultore che si misura con un unico materiale molto particolare, il cartone riciclato che plasma e trasforma, traendone un potenziale espressivo insospettabile. Prende ispirazione da oggetti che fanno parte della nostra quotidianità e della nostra storia come la moka o la macchina da scrivere, ma anche da simboli storico-culturali come ad esempio la Fiat 500  o la Lambretta, tutti oggetti legati dalla capacità di trasmettere emozioni e far riaffiorare ricordi. Da quest’ottica appare evidente come la scelta del materiale non è soltanto inusuale bensì strettamente legata alla scelta dei soggetti rappresentati. Il cartone infatti fa parte della nostra quotidianità al pari di una caffettiera, c’è in questo la volontà di affermare un parallelismo tra il soggetto  e il materiale prescelto per rappresentarlo.

mar
27

Il Posto | Pietrasanta

A Pietrasanta, in piazza Carducci n°12, si trova Il Posto uno dei ristoranti più interessanti e raffinati della Versilia. L’ambiente si propone come un perfetto connubio fra tradizione e design, ricercatezza e semplicità. Il locale si articola su due livelli: il piano terra che accoglie il bar con l’ampia selezione di vini, qualche tavolo e la cucina e il secondo piano, a cui si accede attraverso una scala in pietra e metallo, che è costituito da un’ampia sala con camino che si affaccia tramite un ballatoio al resto del locale. Il Posto è ricavato da un’antica macelleria e conserva un’intima e familiare autenticità dovuta all’utilizzo dei materiali tradizionali: travi a vista, pareti di laterizio, un caldo parquet in legno sono sapientemente mescolati a ricercate finiture di metallo e un’accurata illuminazione che crea giochi di luci ed ombre. In questo contesto sono inserite in modo discreto e non invadente opere d’arte contemporanea, dipinti e sculture sapientemente scelte e disposte dal proprietario, Simone Andreano, collezionista e amante dell’arte. Alcune opere sono esposte in modo permanente, altre  temporaneamente. In questo periodo l’inconfondibile e colorata Vespa di Marco Lodola accoglie i clienti all’ingresso del ristorante, i Sospesi di Emanuele Giannelli pendono dal soffitto ed è possibile osservare anche opere di Mario Schifano, Omar Galliani insieme alle altre disseminate per il locale. Il cibo è in prevalenza a base di pesce ed è ottimo: semplice e genuino conserva sapori freschi e decisi, valorizzati dalla scelta dei prodotti e dagli accostamenti veramente efficaci. L’accoglienza e la gentilezza del proprietario e del personale è davvero sorprendente. Simone e i suoi collaboratori non si stancano mai di spiegare ogni dettaglio del menù o le storie di ogni singola opera d’arte esposta nel locale. Il Posto è prima di tutto il suo proprietario. L’incontro con Simone, laureato in legge, appassionato di cucina e figlio di cuoco, personaggio eclettico e colto, scaturisce in me una riflessione; capita nella ristorazione di incontrare persone arrivate in questo mondo quasi per caso, quasi per gioco, spinte non solo dalla passione per il cibo ma soprattutto per la ricerca di qualcosa che dal cibo scaturisce: un incontro, un dialogo inaspettato che spesso inizia mangiando e finisce in una conoscenza, in uno spunto.

Simone Andreano: Stare in cucina per me è una grande soddisfazione, è un vero e proprio piacere. Quello che mi offre il Posto è però qualcosa di più. Ho la possibilità di fare degli incontri molto interessanti. Le persone che passano da Pietrasanta non arrivano qui per caso. Scelgono di venire qui per il fermento culturale che c’è, per il suo marmo, per la sua storia. Pietrasanta è la città degli artisti. Da qui passano e spesso decidono di rimanere a vivere grandi artisti da Botero a Mitoraj, da Trotta a Sasso e tanti altri. Il C.A.V., Centro Arti Visive di Pietrasanta ha firmato qui il suo manifesto. Ho la possibilità di incontrare grandi personalità e di poter imparare da loro. Io volevo stare qui, valorizzare la mia Regione ed in essa la mia piccola grande città. La ragione sociale del Posto è in realtà rimando concettuale a un luogo d’incontri dove piccolo e grande s’incontrano,dove il tempo trascorre velocemente e si trasforma in ricordo ed esperienza e soprattutto nella voglia di tornare ancora. Mi sono capitate qui tante cose che forse se avessi cercato altrove non avrei mai trovato.

Camilla Innocenti: Sei un filantropo dunque prima ancora di essere cuoco!

S.A.: In effetti sì! Mi piace stare con tutti, poter apprendere e prendere dagli altri quello che non so. M’interessa e cerco lo scambio, il confronto.

C.I.: Com’è nata la tua passione per l’arte invece?

S.A.: Forse proprio vivendo qui. L’ho sempre respirata. Achille Bonito Oliva dice dell’arte contemporanea che essa non va capita, non va saputa, ma solo subita. In effetti, non sempre è possibile trovare un senso concreto a un’opera d’arte. Il più delle volte ne subisci il fascino incondizionato. E questo è quello che ho voluto riproporre anche nel locale: essere affascinati, circondati, accolti. Cosa significano i Sospesi che ora calano dal soffitto mentre la gente mangiando li osserva? Non necessariamente hanno un senso, forse il senso che io gli attribuisco è diverso dal tuo. Credo che in generale l’arte aiuti, aiuti a farsi domande, ad appagare il senso  estetico di ognuno di noi… Il Posto è un luogo riservato e piacevole che ti accoglie come una casa. Il senso dell’intimità e della discrezione sono impagabili. Al tempo stesso ti trovi in un mondo di meraviglie, immerso in opere d’arte che dialogano e stimolano la fantasia. È difficile trovare un luogo così familiare e al tempo stesso così propenso all’evasione e allo stimolo verso la ricerca e la domanda. Davvero un posto da consigliare e da non perdere.

Camilla Innocenti