Posts Tagged ‘palazzo strozzi’

mag
18

Lorenzo Mennonna | HoMeCiDe

Dopo l’esposizione ‘C’era una volta’ (2010), e ‘Ammannati in Luce’ presentata a Palazzo Pitti nel 2011, Mennonna presenta il suo nuovo lavoro dal titolo ‘HoMeCiDe’.
La mostra, seguita da catalogo (ed. ALiAS / Mandragora), offre una selezione di immagini nate dal proposito tutto ‘civile’ ed etico, se pure velatamente polemico, di ‘cadaveri-assassinati’ sempre coperti da un simbolico lenzuolo bianco. Toccante e pregnante di significato sia per il suo senso intrinseco, che per la valenza sociale, ‘HoMeCiDe’, con la sua scia di morte, insegue lo spettatore che  osserva ‘quei morti bianchi’ nei luoghi più disparati del vivere quotidiano: omicidi per strada, nelle campagne, nei boschi, sulla spiaggia, nei parchi giochi, una ossessione che si fa strada nella mente del fotografo unitamente al desiderio di riconsegnare alla morte violenta, decoro e dignità, silenzio autentico ai morti reali e a quelli delle sue foto, immersi e sospesi sempre in un alone irreale e atemporale.
Così attraverso il mirino della sua macchina fotografica egli riesce a vedere ed esprimere con modi, forme, e finalità tutte diverse, gli orrori del crimine: un messaggio di abilità e fantasia fotografiche, di tristezza anche, ma soprattutto di profonda coscienza.
Lorenzo Mennonna, grafico e fotografo di professione, da diversi anni si dedica alla fotografia come mezzo con cui esprimere la propria creatività e le sue idee-opinioni, orientando la ricerca verso temi coinvolgenti i mutamenti sociali e ambientali, che lui, autore attento e sensibile, interiorizza e fa propri per restituirli con approcci quantomeno inconsueti e originali.

apr
23

AERIAL BOUNDARIES di Loris Cecchini

AERIAL BOUNDARIES di Loris Cecchini

Installazione site specific per il cortile di Palazzo Strozzi a Firenze

30 aprile-1 luglio 2012

In occasione della Notte Bianca di Firenze del 30 aprile 2012, la Fondazione Palazzo Strozzi presenta la nuova installazione dell’artista italiano Loris Cecchini, appositamente pensata per il Cortile di Palazzo Strozzi: un insieme di grandi forme scultoree sospese che entreranno in dialogo con le misure perfettamente geometriche di questo luogo simbolo del Rinascimento fiorentino.

Durante la settimana tra lunedì 23 e domenica 29 aprile, sarà possibile vedere il backstage dell’installazione in corso nello spazio del Cortile che rimarrà regolarmente aperto al pubblico, così come le mostre Americani a FirenzeAmerican Dreamers. L’artista e lo staff di Palazzo Strozzi saranno al lavoro e potrai scoprire come si trasformerà il cortile e come prenderà forma l’opera giorno dopo giorno.

 

L’installazione è resa possibile dal supporto di J.P. Morgan e grazie alla collaborazione dell’Associazione Partners Palazzo Strozzi.

 

Per maggiori informazioni:
T. +39 055 2645155
news@strozzina.org

 

mar
26

PROIEZIONE | Fake it so real

Giovedì 29 marzo 2012, ore 18.30
CCC Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze

PROIEZIONE / Fake it so real
(di R. Greene, USA, 2011 92’, English, sottotitolato)

Girato in una sola settimana, Fake it so real apre uno scorcio nel dietro le quinte del mondo del wrestling americano. Questo genere che appassiona il pubblico statunitense e che trova successo anche oltreoceano, combina la crudezze degli scontri alla finzione dello spettacolo. Alcuni lottatori impegnati nella preparazione di un grande show in North Carolina si raccontano, svelando che le vere difficoltà sono quelle che li aspettano ogni giorno nella vita quotidiana fuori dal ring.

In collaborazione con Festival dei Popoli – Festival Internazionale del Film Documentario

La proiezione si terrà all’interno delle sale del CCC Strozzina.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti in sala.

 

feb
29

American Dreamers. Realtà e immaginazione nell’arte contemporanea americana

Inaugurazione: 8 marzo 2012, ore 19.00

Esiste ancora il sogno americano? Qual è il suo possibile futuro in un’epoca in cui la promessa di felicità e di prosperità economica sembra scontrarsi con una realtà che esclude fasce sempre più larghe della popolazione?

La mostra propone opere di undici artisti contemporanei americani che utilizzano fantasia, immaginazione e sogno per costruire possibili mondi alternativi di fronte alla realtà sempre più complessa e difficile del presente. Per alcuni la costruzione di mondi fantastici costituisce la propria personale critica alla società contemporanea; per altri ciò permette di creare soluzioni alternative in cui ritrovare significati e valori che sembrano ormai persi.
Alcune opere condensano l’essenza del reale in sistemi miniaturizzati, altre si espandono nello spazio creando mondi alternativi con cui lo spettatore è chiamato a interagire, altre ancora si nutrono di figure oniriche e fantastiche o riflettono su temi simbolici come la casa o la famiglia o su immagini del mondo dei media, ancora oggi centrali nella costruzione del mito dell’American way of life.

Artisti: Laura Ball, Adrien Broom, Nick Cave, Will Cotton, Adam Cvijanovic, Richard Deon, Thomas Doyle, Mandy Greer, Kirsten Hassenfeld, Patrick Jacobs, Christy Rupp

La mostra è organizzata dal CCC Strozzina in collaborazione con l’Hudson River Museum di Yonkers (New York) ed è curata da Bartholomew F. Bland.

Orario:
9 marzo-15 luglio 2012
martedì-domenica 10.00-20.00
giovedì gratuito 18.00-23.00

Informazioni e prenotazioni:
tel. +39 055 3917137
didatticastrozzina@strozzina.org

feb
15

Intervista a Franziska Nori

A tu per tu con la direttrice del C.C.C.S. (Centro di Cultura Contemporanea Strozzina) Franziska Nori: una delle promesse femminili più interessanti del panorama curatoriale italiano.

Ritratto di una donna all’apice della carriera tra sfide personali e soddisfazioni professionali…

Linda Giusti: Franziska Nori: curatrice indipendente di arte moderna e contemporanea al servizio d’importanti istituzioni europee fin dagli anni ‘90, oggi nota direttrice del C.C.C.S. di Firenze. Quanti sacrifici hai dovuto compiere in nome della carriera?

Franziska Nori: I miei inizi professionali risalgono alla metà degli anni ‘90. Allora come adesso la volontà di emergere dal complesso sistema dell’arte contemporanea si è rivelata fin da subito un’impresa ardua. Ho avuto, tuttavia, la fortuna di completare gli studi accademici in Germania, preferendola all’Italia, dove ho vissuto fino al 1987. Pochi anni dopo ho sentito la necessità di dar vita, assieme ad alcuni colleghi che condividevano la stessa mia percezione di una mancata progettualità curatoriale rispetto alla crescente offerta di arte contemporanea, a un’associazione che si facesse portatrice di un serio dibattito critico e calasse queste contingenti forme espressive direttamente nel contesto urbano. Un’esperienza dalle esigue soddisfazioni economiche, ma cui sono molto affezionata, poiché mi ha aperto le porte per lo Shrin Kunsthalle di Francoforte. Successivamente sono giunte le proposte curatoriali per il Museo d’Arte Moderna di Vienna, il Reina Sofia di Madridsono molto affezionata, poiché mi ha aperto le porte per lo Shrin Kunsthalle di Francoforte. Successivamente sono giunte le proposte curatoriali per il Museo d’Arte Moderna di Vienna, il Reina Sofia di Madrid e La Fundacion La Caixa di Palma de Maiorca.

L.G.: Chi era Franziska Nori a diciotto anni?

F.N.: Una ragazzina appena diplomata in partenza per New York, dove per quasi un anno ha lavorato al servizio di un’agenzia di comunicazione. Un’esperienza fortemente caldeggiata dai miei genitori, forse fin troppo precoce per una ragazza non ancora matura per comprenderne gli effettivi benefici, di cui ho preso coscienza solo da adulta. Ma in quanto centro di accelerazione di processi creativi, New York è stata indubbiamente una grande opportunità formativa…

L.G.: … in Europa potremmo dire la stessa cosa di Berlino. E sicuramente già qualche altra città si starà preparando a contenderne il primato, almeno sul suolo europeo. Dall’alto della tua esperienza professionale, te la senti di suggerircene una?

F.N.: Berlino ha offerto sicuramente una valida alternativa alla rivale transoceanica, grazie alla presenza in loco di un coacervo di artisti, curatori e critici di altissimo livello che, con la loro presenza, hanno fortemente animato la città di uno spirito competitivo e concorren-ziale a livello mondiale. Attualmente un sicuro centro gravitazionale potrebbe essere Vienna, crocevia strategico tra Occidente e Oriente che gode in questo momento di un prolifico humus creativo; fenomeno che non potrebbe esistere se non fosse per il massiccio investimento degli enti istituzionali sia nella pubblica istruzione sia nel sovvenzionamento dei centri aut organizzati capaci di garantire forme innovative di produzione artistica.

L.G.: Quale artista ti sentiresti dunque di segnalare?

F.N.: Vorrei piuttosto menzionare, anziché un artista, una realtà aggregativa molto interessante e vitale, Das Weiss House, cioè La Casa Bianca, formata da giovanissimi curatori competenti e agguerriti che operano sul territorio, mettendo a disposizione degli artisti open spaces, studi e ateliers “temporanei” e “itineranti”, concessi dalle autorità locali. Questo sistema provoca, a sua volta, un flusso auto rigenerante, perfettamente integrato con la nuova percezione della realtà sociale, sempre in costante cambiamento e spostamento.

L.G.: In un’intervista rilasciata alla rivista on line Digicult consigli alle nuove generazioni, desiderose di occupare un ruolo professionale nel mondo dell’arte, di inventarsi in qualche modo la propria “strada”, sfruttando appunto le risorse della rete web. Quali opportunità offre internet che corsi e tirocini non riescono a concretizzare?

F.N.: Il mio consiglio è quello di tentare di promuovere i propri progetti esulando dalle solite procedure burocratiche che passano attraverso i meccanismi rugginosi della macchina istituzionale. Il curatore o l’artista deve saper usare oggi i nuovi mezzi dell’interconnessione digitale: dal sito web al blog, dai social network alle infinite possibilità di buzz communication. Indispensabile inoltre allargare la rete promozionale anche a canali stranieri, più favorevoli a tessere intrecci relazionali più solidi e duraturi. La Strozzina, dal canto suo, ha abbracciato da tempo la mission di coinvolgere neolaureati e laureandi nella mediazione

dell’arte contemporanea, formando nuove figure professionali versatili e calandole nella realtà del presente.

L.G.: Parliamo adesso nel dettaglio del tuo incarico al C.C.C.S. Il nome sembra quasi suggerire un percorso interdisciplinare. La volontà quindi di escludere dall’intero impianto progettuale del Centro una visuale prettamente artistica per abbracciare una dimensione più dilatata, introducendo piuttosto il concetto di “cultura” contemporanea, si rivela, senza dubbio, una scelta coraggiosa. Ma se, di fatto, non viene considerato esclusivamente l’ambito dell’arte contemporanea, cos’altro dovremmo aspettarci dalle proposte della Strozzina?

F.N.: Quello che è stato concepito al C.C.C.S. nasce innanzitutto dall’esigenza di sapersi calare nei panni del visitatore, del cittadino che, spinto dalla curiosità, dalla voglia di capire, di scoprire e di farsi raccontare cosa accade in determinati contesti culturali, si reca in luoghi alternativi ai circuiti museali classici. Il nostro format nasce infatti come una proposta culturale, e non solo artistica, a 360°, facilmente fruibile a tutti i livelli di conoscenza. L’idea poggia quindi sull’individuazione di una tematica della società attuale per poi essere indagata sotto molteplici aspetti strutturali: il taglio espositivo è quello di una classica mostra d’arte contemporanea, supportata, altresì, da una variegata possibilità di approfondimento tematico che si articola in conferenze, lectures settimanali, audiovisivi, proposte didattiche e pubblicazioni dettagliate. Il sito infine raccoglie ogni tipo di contenuto prodotto per assicurare agilità di reperimento di fonti e nozioni gratuite.

L.G.: In questi termini il C.C.C.S. non si presenta né come museo, né come fondazione o galleria. Qual è la sua vera identità? A quale target di pubblico si rivolge?

F.N.: E’ un classico modello di Kunsthalle, ossia un centro espositivo, senza una propria collezione di arte permanente. Va da sé che l’offerta culturale si estenda alla maggiore differenziazione di visitatori possibili, essendo la nostra una veicolazione d’informazioni mirato sia ad  attrarre il bacino delle utenze giovanili che adulte. Ovviamente disponiamo di strumenti ideati per controllare e gestire il feed back dei nostri utenti, in modo tale da garantire un monitoraggio sempre più responsabile e offrire al tempo stesso un’accoglienza adeguata a ogni tipo di aspettativa. Un primo traguardo è stato già raggiunto. La prima missione del centro era quella di conquistare i nativi locali e dalle nostre indagini risulta che, di fatto, la metà dei nostri visitatori è composta proprio dalla popolazione fiorentina tra i venticinque e i cinquantacinque anni.

L.G.: Regala un’indiscrezione ai nostri lettori: un’anticipazione sul prossimo calendario espositivo. Quali sorprese ci riserverà la Strozzina per l’anno 2010/2011?

F.N.: Rispondo volentieri a questa domanda. Il prossimo 30 settembre inaugureremo con una mostra dedicata all’analisi critica della rappresentazione del potere, in concomitanza con l’esposizione al piano superiore di Palazzo Strozzi dedicata a uno dei massimi ritrattisti rinascimentali: Bronzino. La nostra collettiva Ritratti del potere, invece, mirerà a individuare le molteplici possibilità rappresentative del potere, attraverso alcune originali proposte di diciotto artisti italiani e internazionali, mentre contemporaneamente, nel cortile del Palazzo verrà inaugurata un’installazione di Michelangelo Pistoletto, visitabile fino al 23 gennaio 2011. Sarà quindi la volta della seconda edizione di Emerging Talents, concorso dedicato a sedici talenti italiani previsto tra febbraio e maggio del prossimo anno. L’inizio della stagione estiva vedrà, invece, la presentazione di una nuova mostra tematica incentrata sul riconoscimento dell’identità personale nell’era della comunicazione virtuale; infine per il calendario autunnale è prevista una grande mostra di richiamo che fa eco ancora una volta alla mostra storica di Palazzo Strozzi sulla moneta in quanto oggetto di scambio economico rinascimentale, qui indagata però sotto le guide del capitalismo moderno e delle sue conseguenze socio-culturali.

L.G.: Il tuo piano B, se non fossi diventata quello che sei adesso?

F.N.: [ride]… Credo che sarei diventata un’attivista ecologica!

L.G.: Un’ultima domanda: dove ti vedi tra dieci anni?

F.N.: Domanda alquanto complicata. Non riesco davvero a immaginarmi, sarà perché sono una donna piuttosto pratica, immersa nel presente e nella realtà che mi circonda. Il margine massimo di programmazione non oltrepassa il termine di un anno. Ma in fondo sono molto fortunata, perché felice di essere esattamente dove mi trovo adesso…

Linda Giusti è critica d’arte e curatrice indipendente, vive e lavora tra Pistoia e Padova. Franziska Nori è nata a Roma nel 1968. Vive e lavora tra Firenze e Francoforte.