Posts Tagged ‘marzo 2011’
PETE WHEELER | Paths Of The Destroyer
La Galleria Poggiali e Forconi di Firenze conferma con questo nuovo progetto la propria vocazione internazionale. Dopo l’egiziano Youssef Nabil, l’americana Patti Smith e il giovanissimo artista inglese Thomas Gillespie, la galleria inaugura, sabato 17 dicembre, la prima personale in Italia dell’artista Pete Wheeler, a cura di Lorenzo Bruni.
Dopo aver apprezzato una serie di lavori a Liste 2011 a Basilea, la galleria ha aperto il rapporto con il pittore neozelandese, che vive e lavora a Berlino. Da questo incontro è nata l’idea della mostra a Firenze, per la quale Wheeler ha realizzato appositamente un nuovo ciclo di opere, tutte caratterizzate da una stessa atmosfera evocatrice ma realizzate con differenti tecniche: 15 tele di grande formato in cui le scene figurative nascono dal conflitto di parti di luce e di nero e dipinti su tela in cui l’impatto del colore e la sua configurazione in parti astratte evoca paesaggi sognati e surreali. Inoltre saranno esposti disegni, un’installazione luminosa e, per la prima volta, delle opere scultoree, lavori legati ai simboli presenti in tutte le epoche anche se con funzioni diverse, come la forma del fulmine e quella del teschio.
Pete Wheeler utilizzava inizialmente nella sua pittura immagini conflittuali e aggressive, spesso tratte dalla propaganda politica e dai mass media esprimendo così la sua coscienza sociale in relazione alle varie situazioni politiche. Con il progetto di mostra alla Galleria Poggiali e Forconi la sua riflessione si amplia e si arricchisce di un aspetto ontologico e universale finora inespresso. Infatti, alla domanda del curatore Lorenzo Bruni «A chi si riferisce questo titolo? Che cosa sono i “Paths Of The Destroyer”?» Pete Wheeler risponde: «È una piccola parte di un più grande tutto, è un pluralismo che tu conosci (ride) o che devi conoscere in prima persona».
Le singole opere riflettono sul modo in cui la società reagisce ai simboli comuni del serbatoio della memoria collettiva, su come li ri-attualizza e su come lo ha fatto in passato, in modo da evidenziare la conflittualità tra i “massimi sistemi” e le singole “esperienze personali” su cui si basa, da sempre, la conoscenza del mondo da parte dell’uomo. Questa presa di coscienza viene affrontata dall’artista insieme alla volontà di interrogarsi sulle modalità narrative a disposizione oggi del soggetto: cosa raccontare e soprattutto a chi. Nello stesso tempo l’artista affronta la funzione della pittura in questa “società immateriale” della comunicazione globalizzata.
Pete Wheeler è nato a Geraldine, in Nuova Zelanda, nel 1978 e ha vissuto a Dunedin tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. Nel 2000 si laurea al Politecnico di Otago in Belle Arti. Dopo la laurea ha avuto oltre 15 mostre personali in Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti e Europa. Nel 2011 ha presentato una personale alla galleria Peres Project di Berlino e ha esposto a Basilea a Liste.
Informazioni: Paths Of The Destroyer, Pete Wheeler, Galleria Poggiali e Forconi, 17 dicembre 2011 – 17 marzo 2012, Via della Scala, 35/A, Project Room Via Benedetta, 3 /rosso 50123 Firenze. orari: martedì – sabato 10 -13 / 15.30-19 – domenica e lunedì chiuso. T. 055.287748 F. 055.2729406. Ingresso libero. Catalogo disponibile in galleria www.poggialieforconi.it
ROBERTO CRIPPA | Dall’energia alla materia | A cura di Martina Corgnati
Il 19 marzo 1972 un incidente aereo pone fine alla vita di Roberto Crippa, campione di volo acrobatico e, soprattutto, uno degli artisti più vivaci ed originali tra quelli attivi in Europa nel dopoguerra. Dal 30 marzo una mostra proposta dalla Sangallo Art Station di Firenze ripercorre le fasi salienti della carriera dell’artista, dall’adesione al Movimento Spaziale fondato da Lucio Fontana – il periodo delle sue famose Spirali – alle sperimentazioni polimateriche degli anni ’60.
Mercoledì 30 marzo Eduardo Secci inaugura nei vasti spazi della sua Sangallo Art Station una esaustiva mostra di carattere antologico dedicata a Roberto Crippa ( Monza 1921 – Bresso 1972).
Curata da Martina Corgnati, la mostra è la prima di un ciclo che la galleria fiorentina intende dedicare ai protagonisti italiani della cosiddetta arte informale, quella generazione di artisti che esordisce all’indomani del secondo conflitto mondiale raggiungendo la maturità negli anni ’50.
In quel contesto generazionale, la figura di Crippa si profila – anche a livello internazionale - tra le più interessanti ed originali.
La rassegna ideata da Eduardo Secci – poco più che ventenne, il più giovane gallerista d’arte contemporanea italiano – segue Crippa durante il ventennio cruciale della sua carriera, dal 1950, l’anno dell’adesione allo Spazialismo, al 1972, data dell’incidente aereo che pone bruscamente fine a una parabola artistica ancora ricca di promesse e avviata su un percorso di fertile sperimentazione. Due decenni di inesausta e fantasiosa ricerca che condurrà l’artista lombardo – come felicemente sintetizza il titolo della rassegna – “dall’energia alla materia”.
Dopo essersi avvicinato a Lucio Fontana, Roberto Crippa è tra i primi ad aderire allo Spazialismo, il movimento artistico fondato dal geniale innovatore della vita artistica milanese e che rappresenta una delle più brillanti declinazioni della nuova arte informale, la risposta artistica alla profonda crisi esistenziale emersa dalle macerie, anche morali, della seconda guerra mondiale.
Al centro del suo lavoro Crippa pone una ricerca che, da un’elaborazione vorticosa e intensamente dinamica dell’elegante elemento decorativo dell’arabesco, conduce alla messa a punto delle famose Spirali, i dipinti con i quali l’artista è comunemente identificato e che ben presto si affermano “ tra i prodotti più interessanti e originali della pittura europea di segno e gesto”(Martina Corgnati).
La rassegna ospitata negli ariosi spazi espositivi della Sangallo Art Station conduce il visitatore a ripercorrere gli anni di una lunga indagine in cui tutte le possibilità formali ed espressive del turbinoso elemento spiraliforme vengono esplorate, senza mai pervenire a ripetitività e stanchezza. Crippa gioca con la sue energetiche invenzioni, ora creando sorprendenti contrasti cromatici tra il “campo” e le “forze” che lo attivano, ora trasformandole in concrezioni materiche. Le Spirali rimandano all’energia sorgiva del movimento di una particella atomica attorno al nucleo, ma anche alle evoluzioni di un aereo nell’aria, un’emozione ben nota a Crippa che all’attività artistica affiancava quella di campione di volo acrobatico.
Informazioni: Sangallo Art Station – Via Fra’Giovanni Angelico 5r – 50121 Firenze, Tel. +39 055 0517157, orario dal martedì al sabato 10.00-13.30 15.00-19.30. Lunedì, domenica e festivi chiuso. Esposizione: 31 marzo – 20 maggio 2011 www.sangalloartstation.it
LUCA COSER | 1+1=1 | A cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei | Blob art gallery | Inaugurazione sabato 26.03.2011 ore 18.00 | Livorno
La galleria Blob art Arte contemporanea di Livorno inaugura sabato 26 marzo alle ore 18 la mostra personale del vincitore della prima edizione PREMIO COMBAT PRIZE 2010 Luca Coser (Trento, 1965), a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei.
L’esposizione, dopo i successi delle recenti personali a New York, Napoli, Milano e Modena, segna la chiusura del ciclo 1+1 =1, un progetto composto da pittura e disegni costruito attorno alle immagini del film “L’amico americano” di Wim Wenders cui fa parte l’opera vincitrice presente in mostra. La poetica del lavoro dall’artista trentino è quella di lavorare per citazione, seguendo il concetto di arte sull’arte. Luca Coser crea difatti una sorta di pittura anti-realistache gioca sulla sottrazione anzichè sull’aggiunta, dove i soggetti divengono immagini di finzione relativa ad altre finzioni (quella cinematografica in primis), privilegiando tematiche vicine all’inconscio come la minaccia, il senso d’inadeguatezza, la morte, la perdita dell’innocenza. Temi e contenuti che si legano non soltanto al cinema ma anche alla letteratura tipica degli anni Ottanta, periodo in cui l’artista si è formato dal punto di vista artistico, favorendo un ‘indagine intimista e sostanzialmente privata, legata alla memoria e ai ricordi.
Il titolo del ciclo in particolare cita una frase di Andrej Tarkowskij, dove il regista afferma che se si sommano una più una gocce d’olio il risultato non sono due gocce ma una goccia più grande. Cento opere dunque realizzate come frammenti che insieme vanno a formare una macchia più grande.
Con la personale del pittore, si inaugura una serie di mostre in galleria legate alle edizioni del PREMIO COMBAT PRIZE per la pittura e il disegno. Ogni anno difatti la galleria presenterà una mostra personale del pittore vincitore del premio.
Assieme alla mostra verrà inaugurata una nuova collana di cataloghi web scaricabili dal nuovo sito della galleria.
Informazioni: Blob ART Arte Contemporanea corso Amedeo 118 – Livorno, vernissage sabato 26 marzo h 18.00, 26 marzo – 23 aprile, martedì – sabato 10.00 -13.00 /16.30 – 20.00, www.blobart.it
GIANNI RUFFI | Presentazione libro “Fra dire e fare…” | Sabato 2.04.2011 h.17.30 | Collezione Gori – Fattoria di celle | Pistoia
Giuliano Gori e Roberto Peccolo vi invitano alla presentazione del Libro d’ Artista nella sala video-conferenze presso la Fattoria di Celle, Via Montalese 7, 51030 Santomato (Pistoia). Intervengono: Giuliano Gori, l’autore Gianni Ruffi, Bruno Corà critico d’arte, Antonio Cossu presidente Ass. PROMART, Trento.
Edizioni Peccolo, Livorno – Collana di Libri d’ Artista. Libri a tiratura limitata appositamente realizzati da artisti di arte contemporanea.
Al termine dell’incontro concerto Omaggio a Gianni Ruffi con STEMAX: Stefano Agostini flauti, Massimo Biasioni live-electronic, testi di Luca Soverini
MAURO LOVI | Radura | Otto luogo dell’Arte | 16.03.2011-08.05.2011 | Firenze
Una nuova galleria si affaccia nella storica via Maggio, con una personale di Mauro Lovi, che inaugura una Radura del ricordo, delle favole, e dell’io, negli spazi messi a disposizione dalla padrona di casa Oliva Toscani Rucellai.

Mauro Lovi, Radura, veduta parziale dell’allestimento, 2011. Courtesy Otto luogo dell’arte, Firenze. Fotografia Nonamephoto, Firenze.
Entrare in Otto luogo dell’Arte è come vivere un segreto ed intimo rito, quello del racconto.
In silenzio le immagini si stagliano di fronte all’occhio del visitatore che assiste all’epifania catartica della natura, che, con parole semplici e toni delicati, ci rende partecipi di una storia che accomuna l’umanità intera. Si tratta dell’esperienza del ricordo, quello che all’autore è scaturito a partire da un’alluvione nelle zone della Lucchesia, luoghi della sua infanzia. Qui a fare da protagonisti sono gl’alberi, in particolare i pioppi, e tutte le creature mitiche che abitano i boschi e le foreste.
Appena varcata la soglia, l’istinto irrefrenabile è quello di tornare bambini, allungando la mano verso il marzapane nascosto nella piccola casa di legno, allestita all’ingresso. Come dei piccoli Hansel e Gretel, proseguiamo nella vegetazione, tra i suoi colori tenui e cangianti, tra le sue concrezioni vive e mutevoli, assecondando l’onda del ricordo dell’artista ma anche la nostra personale eco interna. Qualcosa di universale risuona in noi alla vista del grande quadro ad olio che ci accoglie su una parete, e tra gli arbusti (ridotti con una sintesi totale ma non violenta, tanto da sembrare delle illustrazioni per un libro di bambini), le macchie di colori brillanti evocano una luce pura e di stampo poetico.
La stessa evidente poesia viene emanata dai piccoli quadri sulla parete antistante, qua e là disseminati di suggestioni figurative differenti: gli abitanti di un mondo in fondo misterioso e distante, come proveniente da un’altra dimensione. Il messaggio di questo singolare interprete della natura ci suggerisce che, per arricchirsi è necessario togliere, levare, pervenire ad un’essenza delle cose che, nella maggior parte dei casi, costituisce l’unica verità ontologica possibile.
Mauro Lovi (Lucca, 1953) è anche art director di questo luogo dell’arte, elegantemente messo a disposizione dalla persona di Olivia Toscani Rucellai, la quale ha contribuito con il suo gusto e grazia a creare l’atmosfera luminosa e rilassante della mostra in corso. Il percorso che i due, insieme, vogliono segnare è animato dalla volontà di presentare pezzi di design d’artista, oggetti di uso quotidiano che, appunto, abbiano in sé una storia, un concetto ispirato a una visione delle cose che spazia dal passato al futuro, con un forte respiro di carattere contemporaneo. Certamente, l’incipit naturale/inaugurale emanerà un influsso positivo sui cicli a venire.
Diana Di Nuzzo
