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Maggio d’Europa 2012
In Biblioteca proseguono le iniziative collegate al Maggio d’Europa 2012, un calendario di eventi che il Comune di Firenze dedica all’Europa durante il mese di maggio.
Per i più piccoli martedì15 maggio (ore 17.30) con Fiabolandia/FableLand i piccoli lettori della Biblioteca delle Oblate potranno ascoltare la fiaba MOMOTARO in giapponese con interpretazione simultanea, da un libro gigante dipinto a mano. Seguirà una dimostrazione dal vivo con creazione di origami (programma 15 maggio).
Giovedì 17 maggio (ore 17.00) terzo appuntamento con “Voci dall’Europa” un progetto che si propone di avvicinare i bambini alla lingua e alla cultura inglese, francese e tedesca in modo simpatico e divertente (programma).
Le attività dedicate ai bambini sono ad ingresso libero su prenotazione telefonando all’help-desk della Biblioteca (tel. 055/2616512 da lunedì a venerdì 9-19, sabato 9-13).
La Biblioteca delle Oblate, insieme alle altre biblioteche del Comune di Firenze, propone anche “Europa da leggere“, una bibliografia che si propone di offrire ai cittadini informazioni e documentazioni su questo tema. Tutti i titoli proposti sono disponibili per il prestito e la consultazione.
Oltre al programma dedicato all’Europa, vi presentiamo le attività che la Biblioteca delle Oblate ospita durante questa settimana:
La rassegna Leggere per non dimenticare, a cura di Anna Benedetti, questa settimana ospitamercoledì 16 maggio la presentazione con Giulio Giorello dei libri ”Uccidere il tiranno” (di John Milton) e “Il tradimento. In politica, in amore e non solo” (di Giulio Giorello), mentre venerdì 18 maggio Antonio Cassese ci parlerà de “L’esperienza del male. Guerra, tortura, genocidio, terrorismo alla sbarra. Conversazione con Giorgio Acquaviva” (Il Mulino, 2011). Gli incontri si terranno alle ore 17.30 nella Sala Conferenze (Piano Terra).
Tra i protagonisti della settimana anche la poesia. Mercoledì 16 maggio (ore 17.00) nell’ambito della rassegna “Pianeta Poesia“, presentazione del libro “Pianeta Poesia. Atti 3” (Edizioni di Novecento Poesia, 2012). Gli incontri sono a cura dell’Associazione Novecento in collaborazione con la Biblioteca delle Oblate.
Nell’ambito degli appuntamenti “Riflessioni sull’arte“, frutto della collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi, giovedì 17 maggio (ore 18.30- Sala Conferenze) lo storico dell’arte Carlo Sisi, curatore della mostra in corso Americani a Firenze, parlerà di “Camera con vista. Gli americani alla scoperta del genio fiorentino” ed illustrerà la cerchia cosmopolita che legò per sempre la città di Firenze al nuovo mondo, trasmettendo in America cultura e raffinatezze europee, attraverso le opere di quegli artisti americani – come Sargent, Chase, Duveneck - che soggiornarono nel nostro paese e accolsero il linguaggio impressionista.
Sempre giovedì 17 maggio (ore 15.30) i ragazzi del Liceo Dante vi aspettano per l’ultimo appuntamento di “Letture ed altre avventure“. Il tema dell’incontro sarà “letture sulla condizione femminile e la guerra in Afghanistan“.
Ma non è finita qui! Nel fine settimana si apriranno i festeggiamenti per il 5° compleanno della Biblioteca delle Oblate, otto giorni di incontri, performance, presentazioni di libri ed attività per adulti e ragazzi.
In anteprima gli appuntamenti che inaugurano la Festa:
Sabato 19 maggio (ore 11.00) per il ciclo “Bambini…e non solo, le fiabe illustrate di Nonna Diversa“, presentazione dei libri: “Sulle ali di una piuma” e “Vento di mare“, a cura di Arpia Studio Associato in collaborazione con la Biblioteca delle Oblate. L’iniziativa è rivolta a famiglie e a bambini dai 5 anni.
Alle 16.30 è il momento di Obladì! I bambini (9-12 anni) potranno partecipare al 3° incontro del corso di fumetto: “Codice miniato, fumetto del Medioevo“.
Per partecipare a queste iniziative è necessaria la prenotazione (tel. 055/2616512 da lunedì a venerdì 9-19, sabato 9-13).
Domenica 20 maggio (ore 11.15-Sezione Bambini e Ragazzi) terzo incontro dedicato ai ”Racconti con il pancione“, l’iniziativa rivolta alle mamme e ai papà “in attesa” che desiderano apprendere le tecniche più adatte per leggere favole, racconti e storie ai loro piccoli. Il tema dell’incontro sarà “Leggere, parlare, educare“.
Domenica pomeriggio (ore 16.00-Sezione Contemporanea) “Facili a dirsi“, fa gli auguri alla Biblioteca ospitando lo scrittore Marco Vichi. Il tema dell’incontro sarà “L’intreccio tra la vita dell’autore e quella dei suoi personaggi“.
Per festeggiare l’evento in modo speciale, venerdì 25 maggio a partire dalle 16.00, sarà possibile partecipare a “Garage Market: non vendo, non compro, scambio”, un mercatino del libero-scambio di libri alla Biblioteca delle Oblate. Nella nostra intenzione l’iniziativa dovrebbe essere l’occasione per tutti coloro che amano i libri e la lettura di scambiare, insieme ai testi in loro possesso, impressioni e pareri. Proprio al fine di pianificare l’evento vi chiediamo di comunicarci entro e non oltre le ore 18.00 del giorno 18 maggio la vostra adesione. Potranno partecipare solo privati e persone individuali, non operanti nel commercio dei libri, che si saranno prenotati a mezzo email indirizzata a comunicazione.oblate@comune.fi.it (SCHEDA DI ADESIONE).
Nella prossima newsletter potrete leggere il programma completo del Compleanno della Biblioteca.
LECTURE | Emiliano Ilardi
Giovedì 17 maggio 2012, ore 18.30
LECTURE / Emiliano Ilardi
(docente di Sociologia dei processi culturali)
Una modernità senza catastrofe: il grande sogno dell’immaginario americano
L’America, grazie all’abbondanza di spazio, di cui la frontiera è l’archetipo originario, rappresenta da sempre il grande sogno di una modernità senza catastrofe, il sogno di poter progettare in tutta tranquillità il proprio mondo senza essere obbligati a distruggere quello che c’era prima. Ed è proprio tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando finisce lo spazio, che il tema della catastrofe entra prepotentemente a far parte dell’immaginario americano in una posizione centrale. Anzi si potrebbe addirittura affermare che un immaginario americano di massa, e quindi una vera e propria industria culturale nasce in America solo quando finisce la frontiera e ha come unico obiettivo quello di inventare nuove dimensioni spaziali alternative. Falliti tutti i tentativi «pacifici» per costruire nuove frontiere (colonizzazione di altri pianeti o creazione di nuove frontiere virtuali attraverso la tecnologia) alla fine non resta che la catastrofe per creare nuovo spazio.
Emiliano Ilardi è ricercatore in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Cagliari. Si occupa di sociologia della letteratura, sociologia urbana, sociologia dell’immaginario (soprattutto americano), comunicazione della memoria e dei beni culturali, sistemi di e-learning per l’università. Su questi temi ha pubblicato: Il senso della posizione. Romanzo, media e metropoli da Balzac a Ballard (2005); Comunicare la memoria. Le istituzioni culturali europee e la rete, (2008); Hi-Story. The Rewriting of History in Contemporary Fiction (2009); La frontiera contro la metropoli. Spazi, media e politica nell’immaginario urbano americano (2010); I cantieri della memoria. Digital Heritage e istituzioni culturali (2011).
La forma della leggerezza
La forma della leggerezza
17 – 31 Maggio 2012
Salvatore Marchesani / Veronique Massenet / Harumi Matsumoto / Gemma Rossi / Elena Vollmann
Inagurazione / Opening Giovedì 17 maggio ore 18.
“Se volessi scegliere un simbolo augurale per l’affacciarsi al nuovo millennio, sceglierei questo: l’agile salto improvviso del poeta- filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero d’automobili arrugginite”
(Lezioni americane, Italo Calvino)
La leggerezza è un filo sottile che, al pari della gravità e della pesantezza, percorre le arti visive del secolo passato e di quello in corso ponendosi, di volta in volta, come valore, attitudine o sensazione. Per i dadaisti la leggerezza è libertà dalle regole politiche, morali e artistiche della società, ma è soprattutto un concetto che rinnova e amplia i confini dell’arte fino a comprendere “tutti gli oggetti, i sentimenti (..) le apparizioni (..) il salto elegante e senza pregiudizio da un’armonia ad un’altra” (T. Tzara, 1918). I futuristi, che pure esaltano la forza primigenia della materia, “l’entusiastico fervore degli elementi primordiali”, si nutrono di immagini in cui la leggerezza è emancipazione dal “culto del passato”, dal “formalismo accademico”, è audacia dei “voli che solcano i cieli”, è dinamismo, velocità, “radiosa visione di luce”, è forma sottratta alla realtà e sospesa in uno spazio fantastico nelle “visioni cosmiche” di Enrico Prampolini e dell’areopittura. I surrealisti sottraggono il pensiero alla pesantezza della ragione e si affidano alla leggerezza del sogno, non per sfuggire alla realtà ma per ricondurli entrambi all’equilibrio su cui si fonda l’integrità dell’individuo, e così facendo puntare alla “creazione di un mondo in cui l’uomo trovi il meraviglioso: un regno dove egli si sciolga da ogni gravezza e inibizione, da ogni complesso, attingendo una libertà impareggiabile e incondizionata” (M. De Micheli, 1966). Anche quando, nel secondo dopoguerra, emerge una tragica coscienza del reale e il “male di vivere” s’impone al fare artistico, sopravvive un desiderio di leggerezza, come un fiume carsico che scorre in profondità e riemerge, ad esempio, in certi dipinti monocromi di Barnett Newman, in cui il colore dà forma all’inesprimibile, nei campi cromatici di Mark Rothko, che azzerano ogni riferimento alla realtà, al suo disordine, ai suoi rumori per suscitare atmosfere immateriali in cui la luce è trascendenza e spiritualità, nelle grandi tele di Franz Kline, in cui bianco e nero, cioè levità e peso, sono entrambi componenti della pittura come della vita. “La scia dei movimenti di una torcia vibrata nell’aria” è la suggestiva installazione che Lucio Fontana realizza nel 1951 per lo scalone d’onore della IX Triennale di Milano (Concetto Spaziale, opera distrutta), piegando un tubo al neon – “nuovo elemento entrato nell’estetica dell’uomo di strada” – lungo quasi centro metri per creare un grande arabesco di luce. Un’opera che segna la vittoria del gesto, della sua “pensosa leggerezza” sulla corruttibilità della materia, perché, come scrive Fontana nel 1947, “l’arte rimarrà eterna come gesto, ma morrà come materia”. Leggerezza che trionfa sulla pesantezza nelle Spirali di Roberto Crippa, per cui vortici e grovigli sono “acrobazie spaziali” che traducono l’energia vitalistica in segno, o che diventa uno stato della materia – al pari dell’equilibrio, della fluidità, del galleggiamento, dell’elasticità – in alcuni lavori di Giovanni Anselmo e Gilberto Zorio, tra le voci più originali dell’Arte Povera. E’ soprattutto con i Mobiles di Alexander Calder che la leggerezza diventa parte integrante del linguaggio artistico, particolarmente della scultura, per generare forme che vivono e vibrano nello spazio in un bilanciamento di pieni e di vuoti. Concetto che è alla base della ricerca di alcuni dei più significativi artisti contemporanei, come Daniela De Lorenzo, Pae White, Franco Menicagli, Ernesto Neto, Hans Schabus, Tobias Putrih, Beth Campbell, le cui opere abbandonano il repertorio tradizionale della scultura in favore di composizioni variabili che rispondono alla poetica della precarietà e dell’effimero e che intendono lo spazio come dialettica di opposti, morbido e rigido, pesante e leggero, statico e mobile.
La forma della leggerezza è una mostra che si propone di indagare il concetto di leggerezza attraverso i lavori di cinque artisti – Salvatore Marchesani, Harumi Matsumoto, Veronique Messenet, Gemma Rossi, Elena Vollmann - che si servono di linguaggi differenti (pittura, scultura, installazione) e di un approccio polimaterico (gesso, stucco, carta, legno, tessuto, fili elettrici, pietre, sabbia, etc) per raggiungere effetti di levità fisica e interiore. Leggerezza intesa, quindi, sia come condizione della materia che come modo poetico di approcciarsi all’arte e alla vita.
Nei dipinti di Salvatore Marchesani – tratti dalla serie La camera luminosa e Il Viaggio – la leggerezza è espressa attraverso la luminosità dei fondi bianchi e le strutture esili e precarie di lunghe scale che si aprono al centro della tela come a voler indicare un percorso in salita verso la trascendenza e la spiritualità. La camera luminosa è l’interiorità dell’uomo purificata dalle sue negligenze, dai suoi pesi, dalle sue ombre, dalle sue opacità e restituita alla splendore della luce intesa come pienezza spirituale. Ad accentuare il valore simbolico di questi lavori, la scelta di realizzare le piccole scale applicate sulla tela recuperando il legno di vecchi lavatoi e con essi il significato dell’acqua quale fonte di vita, emblema di limpidezza e fattore di purificazione.
Nelle sculture di Veronique Massenet (Francia) il legno perde la sua naturale pesantezza per trasformarsi in materia duttile e leggera, che facilmente si adatta alle esigenze creative dell’artista e alla sua volontà di esplorarne le infinite potenzialità espressive. Sfidando le asperità del legno, le sue imprevedibili nodosità, Veronique asseconda e traduce in forma visibile il dinamismo insito in questa materia interpretando il movimento fluttuante di un’onda, la leggerezza della danza, lo slancio di un volo. Pesantezza che si muta in leggerezza mediante una metamorfosi non dissimile da quella che sempre scandisce la vita silenziosa dell’albero. In mostra anche le creazioni digitali ottenute modulando e componendo in maniera suggestiva le forme delle sue sculture, come a volerne svelare nuovi significati.
Le sculture di carta di Harumi Matsumoto (Giappone) nascono come risultato di un vero e proprio amore che quest’artista giapponese nutre per i materiali poveri e di scarto, come le pietre, la sabbia e le bottiglie di plastica, che usa per realizzare “l’anima” delle sue figure prima di rivestirle con migliaia di frammenti di carta che ne compongono la “pelle”. Donne per lo più, ma anche individui privi di una precisa identità se non quella che emerge dall’espressività degli occhi e dalla delicatezza dei gesti. Figure leggere quanto la carta di cui sono fatte, ma che nascondo un’interiorità “pesante” da cui dipende la loro solidità e il loro equilibrio.
Piccoli mondi sospesi nella fantasia quelli proposti da Gemma Rossi, che si serve di tessuti, carta, sassolini e conchiglie per creare deliziose miniature in cui l’osservatore può perdersi alla scoperta dei più piccoli dettagli. Casette, animali, omini che fluttuano nello spazio leggeri come in un sogno, per raccontarci storie fantastiche e cariche di suggestioni sospese sul limite sottile tra fiaba e leggenda.
Le creazioni polimateriche di Elena Volmann (Kazakistan) si basano sul recupero di materiali semplici come il tessuto, i fili elettrici e la plastica, che, sottoposti ad un intervento pittorico e opportunamente assemblati sul supporto, si trasformano in composizioni che alternano i valori di superficie all’aggetto degli spessori, e che puntano sulla luminosità della materia cromatica – accentuata dalla presenza di lampadine che mutano il quadro in installazione – come indice di soavità e leggerezza. Presente in mostra una complessa e articolata installazione che unisce al riuso di materiali di scarto nobilitati attraverso l’operazione artistica, il suo talento di stilista di moda che la vede proporre in quest’occasione una delle sue ultime creazioni “in bianco”.
Per info contattare:
Daniela Pronestì danielapronesti@hotmail.com 331 3045329
Roberta Fiorini rob.fior5@yahoo.it 340 8972273
Simultanea – Spazi d’Arte, via San Zanobi 45 rosso, Firenze
La Racine | Luca Mauceri, Arlo Haisek e Valentino Carrai
ArtCave Studio è un progetto di spazio per l’arte e studio privato nato nel Dicembre del 2011 da una collaborazione tra Matteo Aldo Menduni, Arlo Haisek e Valentino Carrai, tre artisti che lavorano nel design, nella gioielleria e nella scultura.
“La Racine” è stata progettata per l’ambiente sotterraneo di Art Cave Studio.
I due artisti fiorentini Luca Mauceri e Valentino Carrai collaborano per creare un dialogo che si interroga sul sottosuolo e sul mondo organico lavorando attraverso diversi linguaggi come la scultura il video e la fotografia.
Orario di apertura della mostra:
VENERDI 11 MAGGIO 2012 ORE 15-19
ArtCave Studio
via S.Niccolò 58
50125 Firenze
Luca 329 7843453
Concorso di scrittura | Nuovi temi e forme nell’arte americana dagli anni ’70 al 2000.
Nuovi temi e forme nell’arte americana dagli anni ’70 al 2000.
Concorso di scrittura dedicato all’arte americana contemporanea.
In occasione della mostra American Dreamers. Realtà e immaginazione nell’arte contemporanea americana (9 marzo–15 luglio 2012) il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina indice un concorso con la finalità di far emergere nuove riflessioni critiche e nuove voci tra le giovani generazioni di studiosi e storici dell’arte italiani.
Il concorso propone la scrittura di un saggio critico originale che formuli un’analisi su uno o più artisti americani che hanno saputo indirizzare il proprio lavoro verso forme inedite di sperimentazione, segnando così l’immaginario collettivo e la storia dell’arte americana dagli anni ’70 al 2000.
Gli autori dei tre contributi più meritevoli saranno invitati presso il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina a presentare i contenuti del proprio testo in una conferenza pubblica che si terrà il 21 giugno 2012.
Uno dei saggi sarà inoltre pubblicato sul sito www.strozzina.org e sulla rivista online Senzacornice.
Destinatari
Giovani autori, studenti, laureati, ricercatori, critici e curatori di età compresa tra i 18 e i 30 anni.
Modalità partecipazione
Il saggio (inedito, originale e in lingua italiana) dovrà avere una lunghezza compresa tra le 10.000 e le 20.000 battute (note e spazi inclusi) e dovrà essere inviato entro il 13 maggio 2012, nella sua stesura definitiva all’indirizzo e-mail: didatticastrozzina@palazzostrozzi.org
Calendario
Scadenza invio saggio 13 maggio 2012
Comunicazione risultati 7 giugno 2012
Presentazione pubblica 21 giugno 2012
Scarica il bando di partecipazione
Per maggiori informazioni
e-mail: didatticastrozzina@palazzostrozzi.org
T. +39 055 39 17 137
Fax +39 055 26 46 560

