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LUCIANA MATALON | L’origine della forma
L’eclettica e poliedrica Luciana Matalon ha scelto la prestigiosa “ARIA Art Gallery”, nell’esclusivo e raffinato contesto fiorentino, per esporre in mostra le proprie opere dal 2 Dicembre 2011 all’8 Gennaio 2012, a conclusione del tour itinerante di mostre, che ha ottenuto ampio successo di pubblico e consenso generale.
L’esposizione, intitolata “L’Origine della Forma”, sarà inaugurata Venerdì 2 Dicembre 2011, alle ore 18.30, è curata dal Prof. Vittorio Sgarbi e organizzata da Promoter Arte, di Salvo Nugnes, e da Aria Art Gallery, di Antonio Budetta affiancato da Federica Cirri.
Nel percorso artistico della Matalon, caratterizzato da una produzione estremamente ricca ed eterogenea, si evidenziano eleganza, leggerezza e grazia nello stile.
Le opere della Matalon sono frutto di un’intensa e profonda riflessione anche a livello inconscio, intuitivo ed istintivo.
Le opere, che visivamente si pongono nel confine tra la figura e l’astrazione, mostrano una costante tensione verso la ricerca di un’origine, di cui è indice il richiamo alle suggestioni di antiche civiltà perdute e di profondità siderali: il loro comune mistero viene evocato dall’artista attraverso i principali archetipi della nostra immaginazione, della nostra storia culturale.
La Matalon si pone in primo piano, non soltanto per le acclarate doti e capacità tecniche e strumentali, ma anche per quella vibrazione onirica e quell’ermetismo poetico che trasmette nel celebrare l’Arte nella sua forma più aulica e pura.
All’inaugurazione saranno presenti il Prof. Vittorio Sgarbi, unitamente ad importanti autorità, personaggi di spicco, giornalisti e televisioni.
Informazioni: Mostra in corso dal 3 Dicembre 2011 – 8 Gennaio 2012 ARIA Art Gallery Giardino Rosselli del Turco Borgo SS. Apostoli, 40r 50123 Firenze – ITA T : +39 055 21 61 50 www.ariaartgallery.com
Tarik Berber | Anatomia di un lupo – rapidi ingranaggi delle fantasie erotiche | Aria Art Gallery | dal 21 aprile al 04 giugno 2011 | Firenze
“Così, Berber ingrandisce la donna: è lei l’origine del mondo, della vita, l’estasi e il peccato originale. Eva, così come appare ad Adamo: un’epifania di sensi” (Giambaccio 2011)
Si racconta che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere. Che un giorno di molto tempo fa, guardando nei loro telescopi, i marziani scoprirono le venusiane. Questo bastò a risvegliare i loro sentimenti fino a quel momento sconosciuti. S’innamorarono e in tutta fretta inventarono i viaggi spaziali. Pensatrici estatiche, dee incarnate, allusive madonne, le Venusiane di Tarik Berber (Banja Luka, Bosnia 1980) sono Bellezza. E la Bellezza salverà il mondo. Disse Dostoevskij.
Pure insorgenze di Senso, le donne di Berber, carnose ed eteree, impure e caste, pudicamente sensuali, si mostrano morbidamente, senza offrirsi. Sembra che abbiano accettato con cordiale compiaciuta ma non troppa modestia di essere ritratte, ma qualcosa in men che non si dica le porterà in un qualche remoto Altrove. Dove non sarà più possibile sostare al cospetto della loro bellezza. Una bellezza che reca in nuce più che l’erotismo il pensiero dell’erotico.
Chissà da dove vengono e dove sono dirette. Chissà chi sono, chi non sono state e chi vorrebbero diventare. Con quel quid aggiunto che distingue i talentuosi dai geni, Berber le ha rese apparentemente immobili con le sue generose pennellate, le ha intrappolate di luci oniriche e vestite di colori, le fa respirare d’immensità. Il genio di Berber ha trasformato la nominazione della loro comune essenza in opere. Un incantesimo magistrale. Epiphany. Apparizioni. Divinamente armoniche nelle forme, profumate come Natura ha voluto, alludendo all’Origine del tutto, ne sono eleganti silenziose custodi.
Forse metafore. Forse fatte della stessa materia dei sogni…
Antonella Digilio
CARTE | a cura di Michele Gentini e Andrea Ovaleo Pandolfo | 15.01-06.03.2011 | Aria Art Gallery | Firenze
Dagli interni delle più raffinate case d’Italia e d’Europa alle più grandiose opere liriche fino ai set cinematografici di Luchino Visconti e Franco Zeffirelli, l’eleganza delle CARTE fa di Aria Art Gallery un luogo magico, in cui l’estetica della contemporaneità e l’eleganza del passato dialogano silenziosamente…
Il termine Estetica deve la sua origine etimologica al greco aisthesis (sensazione) e la sua accezione moderna all’opera di Baumgarten. La definizione di Estetica come scienza filosofica del Bello è senz’altro impropria e riduttiva. Ma, astenendosi dall’entrare nel merito di una questione filosofica delle più spinose (la riflessione sulla percezione del Bello e del Bello nell’arte), si può essere d’accordo sul fatto che dall’Oriente all’Occidente, la carta da parati abbia risposto ad uno dei più ancestrali desideri dell’uomo: circondarsi di Bellezza.
Create e decorate in Oriente, le CARTE approdarono in Italia nel 1954. Le scoprì Renzo Mongiardino, architetto di fama internazionale, insieme a Gianni Garani, medico appassionato di arte e arredi. Noti ricercatori di amenità artistiche, le acquistarono in Inghilterra. Da oggetti d’arredamento di interni alle scenografie di opere e pellicole d’autore, cariche di un valore aggiunto derivante dal loro percorso storico, le CARTE non potevano trovare migliore collocazione a Firenze.
Negli spazi di Aria Art Gallery: un luogo fuori dal tempo, in cui l’antichità originaria della galleria, unita alla contemporaneità degli spazi espositivi, fa del cancello all’entrata del giardino un’iniziazione magica. Introdursi alla magnificenza di questi oggetti che, dall’essere elementi decorativi, sono senza dubbio riconoscibili quali opere d’arte compiuta, trasforma la visita alla mostra in un viaggio all’insegna del Bello in quanto tale. È sorprendente la loro brillantezza. Potentemente eloquenti, i loro colori intrattengono lo sguardo: vivi, lividi, pastello, elettrici, biacca.
Grazie a Michele Gentini e Andrea Ovaleo Pandolfo, gli ideatori della mostra, Firenze può esperire l’estetismo di queste opere, di cui si assapora il gusto d’eccezione, oltre a respirare il vissuto storico. Si tratta peraltro di un progetto speciale: Aria presenta CARTE in collaborazione con attori quali Flair, Giardino Torrigiani e il fotografo Massimo Listri. Flair ha curato una sezione della mostra con i suoi arredi: un matrimonio perfetto tra il design e le opere in esposizione. Non solo: dal 11 gennaio le CARTE sono state parte integrante dell’allestimento delle vetrine di Piazza Goldoni.
Contaminazioni in rima con la contemporaneità, in cui i processi creativi, intrecciandosi, hanno disegnato trame fra spazi coinvolgenti.
Il giardino Torrigiani è stato chiamato a curare il verde, dentro e fuori la galleria: attraverso una minuziosa cura dei dettagli, ecco che l’antico polmone fiorentino profuma del suo tradizionale esotismo mentre allude al gusto scandinavo. In esposizione ad Aria Art Gallery troviamo anche un’opera fotografica di Listri: un interno vestito di sfarzo ed eleganza, creato dal suo allora conoscente Mongiardino. Un sodalizio artistico, quello tra i due, che ha portato inoltre alla realizzazione del volume “Architettura da camera”, dove le CARTE sono protagoniste indiscusse. Questi papiers peints pulsano di una vita tutta interiore. Che siano immagini floreali, figure esotiche anziché racemi, la sensazione al loro cospetto è che le animi qualcosa di profondo. È il viaggio nella storia che le ha condotte fino a noi, è lo spessore culturale che recano nei tessuti.
La Moda, da sempre e dall’alto del suo punto di vista, ha decretato ciò che è bello e ciò che non lo è, al ritmo ciclico dei trends. Ma le CARTE sembrano appartenere ad un territorio a cui il giudizio non può accedere. Bello a priori. Stra-ordinaria allure. Un’aura sublime di preziosità fa delle CARTE oggetti di un’artisticità senza tempo.
Antonella Digilio
CARTE | Aria art gallery | a cura di Ovaleo Pandolofo e Michele Gentini | Inaugurazione 14 gennaio | Firenze
Immagini floreali, figure esotiche e racemi animati dai colori morbidi ed elettrici. Sono questi gli elementi primari di “CARTE”, un percorso espositivo attraverso memoria e bellezza, per farci assaporare il gusto di carte da parati antiche, oggi vestite di contemporaneità.
Il giorno venerdì 14 gennaio alle ore 18.00 negli spazi di Aria Art Gallery a Firenze inaugura “CARTE”. Da un’idea di Andrea Ovaleo Pandolofo e Michele Gentini, affascinanti carte da parati risalenti al XIX secolo riemergono, impreziosite dal glorioso percorso storico che le ha condotte fino a noi – dall’architettura di interni alla lirica e al cinema di Visconti e Zeffirelli – divenendo così opere d’arte.
In occasione di questo progetto speciale ARIA presenta dei collaboratori d’eccezione: il rinomato negozio di interiors FLAIR, Giardino Torrigiani ed il fotografo Massimo Listri. FLAIR curerà con i suoi arredi una sezione della mostra presso la galleria, creando un perfetto allestimento per le opere esposte; inoltre, nella sua sede fiorentina in Piazza Goldoni, a partire dal giorno 11 Gennaio verranno allestite le vetrine come preview della mostra.Il Giardino Torrigiani si occuperà invece della cura floreale dentro e fuori Aria art gallery, per donare allo spazio suggestive sembianze d’ispirazione scandinava, attraverso una cura botanica originale e particolareggiata. La galleria avrà inoltre l’onore di ospitare un’opera fotografica di Massimo Listri, che immortalò con i suoi scatti proprio gli interni creati da Mongiardino, dove le carte in mostra sono lo sfondo imprescindibile.
Ad ARIA art gallery questa volta va in scena una mostra che non porta con sé nomi definiti, quanto piuttosto un significato radicato nella storia. Da un’idea di Michele Gentini e Andrea Ovaleo Pandolfo nasce “CARTE”: un progetto originale e raffinato, che dona nuova celebrità artistica a frammenti di antiche carte da parati, incorniciate ed esposte ad arte. La storia di queste carte inizia nel XIX secolo, quando furono create e decorate artigianalmente in Oriente. Soltanto nel 1954 approdarono in Italia, al porto di Genova, con una nave merci inglese. Fu il famoso architetto Renzo Mongiardino a scoprirle, insieme all’amico Gianni Garani, medico appassionato di arte e di arredi.
Da quel momento in poi iniziò tutto il percorso artistico di queste carte, che le vide protagoniste: prima dei progetti di arredamento di interni realizzati da Mongiardino per le più belle case di Italia e di Europa, poi delle scenografie, ideate sempre dall’architetto, delle più importanti opere liriche e dei famosissimi set cinematografici di Luchino Visconti e Franco Zeffirelli. Questi disegni colorati, perlopiù floreali ed esotici, divennero così lo sfondo imprescindibile per le particolarissime creazioni di Mongiardino, riuscendo a stare in perfetta fusione con il suo gusto sfarzoso, fatto di inventiva, intuizioni fortuite ed amore per il dettaglio.Assistiamo così all’ascesa al ruolo di oggetto artistico di immagini belle, ma soprattutto cariche di uno spessore storico.
Lo spettatore può ammirare un curioso rovesciamento di prospettiva: le carte da parati non sono più un semplice ornamento, ma opere esse stesse, a sé stanti e incorniciate, affinché il dialogo con i reali elementi di arredo possa prodursi liberamente e in modo molteplice.
Informazioni: Aria art gallery, Borgo SS. Apostoli, 40r Firenze, tel. 055-216050, info@ariaartgallery.com
Karen Wilberding Diefenbach | Silente | Aria Art Gallery | Dal 24 ottobre al 12 dicembre 2010
Il giorno sabato 23 Ottobre alle ore 18.00 inaugura “Silente” la mostra personale di Karen Wilberdingb Diefenbach negli spazi di Aria Art Gallery a Firenze. Sculture, dipinti e disegni che ritraggonola flora e la fauna della campagna toscana con sensibilità visionaria e contemporanea. Soggetti prosaici divengono dunque simboli di un percorso emotivo e riflessivo che l’artista attua per far fermare un attimo lo spettatore.
Immaginate una donna, un’artista che ha vissuto per anni nei luoghi più frenetici, che si ri-trova un giorno d’estate in una casa colonica nei pressi di Camaiore, completamente avvolta da un inaspettatoscenario bucolico, affascinante nel suo essere così lontano dal mondo metropolitano.
Ecco l’esperienza autobiografica che ha ispirato, da dieci anni a questa parte, le creazioni di Karen Wilberding Diefenbach. Un’artista che è nata e ha compiuto la propria formazione negli Stati Uniti, e che è rimasta incantata dalla campagna toscana. L’ambiente agreste – fatto di greggi di pecore, di maestosi noci, di antichi alberi di olivo – è entrato a far parte della sua vita. Colpita dal trascorrere del tempo naturale, scandito dai bioritmi delle stagioni, da quelle figure di animali e piante che sembrano esplicare un’eternità perduta, la Diefenbach ha fin da subito iniziato a rendere opera artistica questa sua visione immaginifica.
Da quel senso di meraviglia sono nate le sculture in bronzo, realizzate con perizia artigiana, passando dal bassorilievo allo spessore volumetrico, e le opere su carta o su tela, dove le forme vegetali e animali sembrano prender vita quasi spontaneamente.
Con questa mostra, i visitatori potranno rivivere un senso primigenio della vita, attraverso soggetti così reali, eppure così lontani, oramai, dall’immaginario collettivo. La visione di queste opere sarà però anche un percorso emotivo e riflessivo, perché l’artista non è tanto interessata alla resa realistica, quanto a far fermare un attimo colui che guarda. Per questo motivo, le bronzeepecore presentano il collo enfaticamente allungato, le forme nodose e lineari sono accentuate, così da rinstaurare quel dialogo estetico e concettuale con gli alberi dai lunghi rami che abitano le colline. Importanti sono i titoli, ripresi dalle notazioni musicali: Adagio, Nobile… perché spingono ad innescare un preciso stato d’animo. Lo spettatore dovrà, infatti, rendersi partecipe di un senso esistenziale: tra eternità ed evanescenza, nobiltà e mestizia, umile accettazione e austero contenimento, dovrà fermare per un attimo il flusso del divenire per recuperare il senso temporale e naturale dello stare al mondo.
Informazioni: Aria art gallery, Borgo SS. Apostoli, 40r Firenze- 50123ph: +39/055-216050 info@ariaartgallery.com




