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Bologna 2014 | Artefiera sì, Artefiera no

Author // Redazione
Posted in // ARTE, Bologna, NEWS

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Dovrebbe essere la prima tra le fiere d’arte italiane, e lo è per molte ragioni, ma, in questi ultimi anni, non riesce a convincere fino in fondo. Il punto sull’edizione 2014 appena conclusa.

Con la puntualità di un orologio svizzero e con tutta la bonarietà di un “vecchio” e caro appuntamento da non perdere, Artefiera ha aperto ufficialmente l’anno solare dell’arte anche in questo 2014. Le premesse e le attenzioni rivolte alla sua trentottesima edizione sono state, come sempre, molto alte, e ora, a evento concluso, proviamo a trarre qualche considerazione.

FOTO NUCCI / NADALINI

I numeri raggiunti in questa edizione sembrano inequivocabilmente spostare la lancetta del gradimento verso un indice positivo: 172 le gallerie (il 27% in più rispetto allo scorso anno), 1.100 gli artisti (per un totale di oltre 2.000 opere esposte), 50.000 le presenze sfiorate nell’arco dei giorni d’apertura (di cui 8.000 sembrerebbe solo all’inaugurazione di Giovedì 23 gennaio), 160 gli eventi collaterali che la città di Bologna ha ospitato durante l’Art White Night, 9 i settori proposti. La matematica lascia ben sperare e, in effetti, a fronte di una partecipazione così massiccia da parte del pubblico (fortunatamente non composto in modo esclusivo dagli “addetti ai lavori”), si potrebbe già decretare un primo successo: fa piacere constatare che molti italiani (e non) hanno scelto di dedicare tempo alla fiera d’arte lo scorso weekend.

FOTO NUCCI / NADALINI

E’ anche vero, però, che non basta solo questo fattore a stabilire l’intera riuscita dell’evento. Infatti, nonostante i numerosi sforzi compiuti e tentati, negli ultimi anni Artefiera non riesce a imporsi con l’autorevolezza di una vera e propria fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea, come si definisce. Sul panorama fieristico italiano, riesce ad esserlo in confronto alla gran parte della miriade di fiere o “fierette” dello Stivale (tra le quali probabilmente solo Artissima di Torino ben si difende, crescendo di anno in anno in potenzialità), ma su un piano europeo (e men che meno mondiale) non lo è, soprattutto se paragonata alle fiere “sorelle” sparse sul Continente.

Artefiera, da questo punto di vista, appare più una kermesse “all’italiana”, che ha ben poco della vocazione internazionale. Tra le file di stand, difficile trovare una galleria estera (e, con loro, magari, anche un maggior numero di collezionisti stranieri…). La sezione, curata da Marco Scotini, dedicata alla gallerie emergenti dell’Est Europa è l’unica, di fatto, a portare un po’ di internazionalità. Ma qui bisogna forse fare un passo indietro e, prima di segnalare la mancanza di gallerie europee di rilevanza, va indicato un fatto che anche quest’anno, come da alcuni anni a questa parte, si è ripetuto: l’assenza di alcune tra le maggiori gallerie contemporanee italiane attive sulla piazza internazionale, come Lia Rumma, Alfonso Artiaco, Massimo De Carlo, Massimo Minini, tra gli altri. E questa è una mancanza che fa calare un’ombra di perplessità su Artefiera. Tuttavia, non si possono tralasciare i nomi di altrettante importanti gallerie che all’appuntamento bolognese invece non mancano e che, per molti versi, sono garanzia di qualità, sia per la parte del moderno che quella dedicata al contemporaneo più stretto: Galleria Cardi, Poggiali & ForconiContinua, Poleschi, Contini, Blu, Alessandro Bagnai, Giacomo Guidi, Bonomo, Ficara, Bonelli - per citarne solo alcuni.

Arte Fiera 2014. Visitatori

La scelta da parte dei direttori artistici, Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni, di introdurre una sezione dedicata all’Ottocento, ha poi diviso le opinioni: chi l’ha vista come un’ottima occasione per rinsaldare il legame tra i fervori artistici della seconda metà del XIX secolo e le nuove tendenze del XX, chi invece l’ha trovata una decisione poco avveduta e lungimirante. In effetti – se di fiera moderna e contemporanea si tratta – introdurre l’Ottocento, che ha un mercato, una diffusione e una promozione totalmente diverse rispetto al contemporaneo, rischia di creare più confusione che coesione. Davanti a un Giovanni Boldini (per fare un nome “a caso”), non possono non tremare le ginocchia, ma è inevitabile chiedersi se il padiglione fieristico è il contesto che meglio può valorizzarlo, sia da un punto di vista storico che economico.

Arte Fiera 2014 Allestimento delle opere Foto Luciano Nadalini

Qualche pollice in su comunque va doverosamente segnalato: la grande affluenza di pubblico, come si è già detto, che continua a contraddistinguere questa fiera è segno di una partecipazione e anche – perché no – di un’affezione che non fa mai male; l’allestimento degli stand, ampio e arioso, ben si addice alla struttura fieristica che ha grandi potenzialità; la soddisfazione degli espositori che comunque sembrano aver concluso, in generale, buoni affari; l’attenzione della stampa e dei media nazionali, che a Bologna si concentra in modo vertiginoso, come mai avviene per altre fiere d’arte in Italia.

Una menzione speciale va fatta al fittissimo programma di eventi in città che sono stati organizzati a corollario della fiera: Bologna ha vissuto veramente d’arte in questo lungo fine settimana, e l’atmosfera creativa che si è respirata nelle vie del centro (ma non solo) non può che essere un toccasana per la città e, più in generale, per l’Italia d’oggi.

Serena Vanzaghi

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