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Second View / Un’altra prospettiva

Author // Redazione
Posted in // ARTE, Firenze

SECOND VIEW/ UN’ALTRA PROSPETTIVA

 

A cura di Serena Trinchero

 

GANZO, Firenze

 

Dal 4 luglio al 26 settembre 2012

 

L’America è a portata di mano per tutta l’estate grazie alla mostra allestita da Ganzo, nel cuore di Firenze. Serena Trinchero, giovane e intraprendente curatrice, svela i segreti della curatoria di questa esposizione singolare ai lettori di i.OVO.

Serena Bedini: Ciao Serena, prima di tutto mi piacerebbe sapere cosa ti ha spinto a “gettare lo sguardo oltreoceano” e prendere in considerazione “un’altra prospettiva”…

Il titolo della mostra (Second view/un’altra prospettiva) prende in considerazione più temi che si raggruppano intorno al nucleo centrale rappresentato dall’America, e dalla percezione di essa che abbiamo da lontano, dall’altra parte vuole essere una riflessione sulla doppia natura dell’opera d’arte come suggerito da Hans Belting. L’input è nato anche dallo spazio espositivo, Ganzo, che mi pareva essere la sede adeguata per una riflessione su questi temi.

S.B.: Quali sono le peculiarità degli artisti che hai scelto?

Non è la prima volta che collaboro con Marlen(und)Marlen e di lei apprezzo molto la capacità di sperimentare nuove metodologie di indagine e differenti tematiche che hanno spesso al centro la nostra relazione con il mondo che viviamo. In particolare, rispetto al tema “America” ero a conoscenza di alcune immagini scattate durante il soggiorno newyorkese che mi parevano essere un interessante punto di partenza. In questi anni la sua pratica artistica ha subito molteplici cambiamenti che mi piaceva mettere in luce, tra cui l’ultimo, in ordine di tempo, è la collaborazione con Metawaves,  e quindi l’accostamento di immagine fotografica e il suono.

 

S.B.: Puoi parlarci del percorso espositivo che hai ideato? Cosa vuoi comunicare allo spettatore? Cosa vuoi che salti agli occhi?

Per questa mostra ho lavorato a stretto contatto con i due artisti e quindi direi che il mio contributo si debba legare in particolare al testo che accompagna la mostra e che, spero, chiarifichi la mia posizione. La mostra presenta un viaggio all’interno delle metodologie artistiche, ma anche all’interno di un pensiero che cambia e muta forma e, in parte, sostanza avendo come sfondo tematico l’America e i suoi miti. Le opere proposte dal collettivo Endegehen sono. A mio parere, da leggere in prospettiva alla crisi che sta attanagliando il nostro paese e il nostro sistema economico, un’invocazione a non abbassare lo sguardo, e a gettare le basi per un nuovo progetto globale che ci veda partecipi in primo luogo come persone.

S.B.: Sei molto giovane ma hai già all’attivo collaborazioni importanti sia con Lorenzo Bruni e Via Nuova Arte Contemporanea, sia con Private Flat. Qual è il percorso che ti ha portato a decidere di diventare curatrice?

Ho una formazione classica, sono infatti laureata in storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Firenze, ma da sempre ho percepito la necessità di essere attiva nei confronti della realtà che abito. Non si può dire che sia stata una scelta, neppure una decisione, la definirei piuttosto una necessità naturale che mi spinge ad essere presente nel tempo che vivo, e che mi permette di lavorare sul campo, incontrare e scontrarmi con posizioni diverse al fine di proporre un punto di vista che non si occupi solo della storia dell’arte.

 

S.B.: Qual è la tua prossima prospettiva?

Sono abituata a pensare giorno per giorno e a lavorare su un doppio binario. Vorrei continuare a portare avanti i miei studi accademici, così come la mia attività di curatela: sono infatti entrambe indispensabili per la mia crescita personale e professionale. La vera prospettiva è quella di non perdere mai la voglia di conoscere e di essere curiosa nei confronti dell’altro.

Serena Trinchero è critica d’arte e curatrice di mostre.

Serena Bedini è caporedattrice di i.OVO, Rivista di arte e cultura contemporanea.

 

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