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07

Lo Sguardo Collettivo | mostra collettiva della Scuola di Pittura Sole Costa

Author // Redazione
Posted in // ARTE

Lo Sguardo Collettivo

mostra collettiva della Scuola di Pittura Sole Costa

a cura di Andrea Sole Costa

Galleria Present Art Space, Firenze

dal 14 al 17 Giugno 2012


Quando soffermarsi ad osservare sembra essere diventato appannaggio di pochi, Andrea Sole Costa ci conduce lungo un percorso che mira ad analizzare il potere dello sguardo ad oggi, dalla originale prospettiva, quantomai fresca e positiva, di 52 giovani artisti, allievi della sua Scuola di Pittura.

Un tema di grande attualità per questa collettiva-non-collettiva, affascinante, multisfaccettato, ma anche molto ambizioso e spesso forse un po’ abusato. Qualcosa di più di una semplice collettiva, abbiamo detto. Si potrebbe definire un’”installazione democratica”, e non solo per la scelta del soggetto, l’occhio, e delle misure del supporto uguali per tutti, 40×50 cm, quanto piuttosto perché ogni singola unità/quadro mira a comporre il tassello di un unicum di cui è parte integrante e protagonista al pari delle altre, contribuendo equamente a rendere giustizia al messaggio d’insieme. La stessa Andrea Sole Costa (Buenos Aires, Argentina, 1958), curatrice dell’iniziativa e docente presso l’omonima scuola, così descrive l’intento che ha mosso il progetto: prima di tutto una scelta formativa, non dimenticando che abbiamo a che fare con giovani artisti.
I vincoli imposti al progetto intendevano dunque stimolare al dialogo e al confronto costruttivo tra i partecipanti, ponendo le basi per un’esperienza sociale in cui l’individualità viene messa al servizio dell’arte, in nome di un soggetto che nella sua apparente semplicità si presta alle più variegate divagazioni. Gli occhi che abbiamo noi tutti, ma che spesso ignoriamo di avere. Niente di meglio allora che guardarli, per imparare di nuovo a farne buon uso, stuzzicando quel po’ di voyeurismo che è in ognuno di noi. E quando la difficoltà tecnica del soggetto può costituire un evidente ostacolo, la fantasia supplisce nella scelta dell’interpretazione, con un risultato d’insieme che quasi ricorda un Polifemo dai molteplici sguardi. Occhi di animali, di uomini, occhi sovrumani, surreali, languidi, furtivi e penetranti, dipinti con le tecniche più disparate, alcune molto precise, altre ancora con tanto lavoro da affrontare, ma, si sa, sono pur sempre giovani in erba ancora.
A fare da collante e coordinare la composizione, due quadri dell’insegnante, “Doppio Sguardo” (2012) e “La Nuova Era” (2012), che pur non rappresentando fedelmente l’occhio, rimandano comunque a differenti rivisitazioni della stessa tematica, rivolte rispettivamente a noi stessi e al futuro. Come ci guardiamo allo specchio, ma capovolti, e ciò la dice lunga sull’importanza della prospettiva da cui decidiamo di stare ad osservare. E come ci vedremo in futuro: un feto, quello dipinto dalla Sole Costa, spaventoso e compassionevole al tempo stesso, simile quasi ad un alieno, specchio di una realtà che fa paura, ma che di fatto è la prima ad averne. E l’impressione non è mai, per tutta l’installazione, quella di essere scrutati, quanto piuttosto di essere veicolati nel farlo, come amorevolmente avvertiti del male di vivere che affligge la società. Un messaggio finalmente ottimista e positivo, difficile da riscontrare nell’arte contemporanea che delle tragedie ha fatto la sua forza rivoluzionaria, e per questo ancora più da apprezzare.

Sarah Venturini

 

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