lug
04

Identità sospese

Author // Redazione
Posted in // NEWS

Identità sospese

5 – 17 Luglio 2012

“In fondo che cos’è il volto? Sicuramente qualcosa di pirandelliano”

(R. Orio, Identità, 2002).

Prosegue con Identità sospese - in programma dal 5 al 17 Luglio – il progetto curatoriale ideato Daniela Pronestì e Roberta Fiorini -entrambi storici e critici d’arte – nell’ambito delle mostre fotografiche Le latitudini dell’uomo (28 gennaio – 22 febbraio ) e Urban Tales (31 marzo – 14 aprile 2012), entrambe allestite nella sede di Simultanea Spazi d’Arte a Firenze. Tema centrale del progetto è l’identità dell’uomo contemporaneo letta, nel caso dei due eventi succitati, in rapporto alle sue latitudini interiori e geografiche (Le latitudini dell’uomo) e alla sua presenza nello spazio urbano (Urban tales).

La mostra Identità sospese intende esplorare il concetto d’identità come linea di confine tra sé e l’altro, tra il visibile e l’invisibile, tra l’interiorità e il mondo esterno, tale da assumere i contorni sfumati di una dimensione che riposa nell’altrove di noi stessi. La società attuale, con i suoi ritmi selvaggi e disumani, sembra indurre un dissolvimento dell’appartenenza identitaria per lasciare spazio ad una moltitudine di io omologati, al sovrapporsi di una vita ad un’altra in una commistione selvaggia di esperienze, destini e significati. La città moderna diventa spesso il fondale in cui si collocano figure che non sono protagoniste di nessun evento se non della loro personale esistenza sospesa. Ne deriva un senso di disorientamento e insieme di solitudine che portano l’uomo a riconsiderare il proprio essere nel mondo.

A questa lettura rivolta a mettere in risalto gli effetti dell’immensa frammentazione sociale ed esistenziale dell’universo urbano sull’individuo - da cui deriva spesso un sentimento di perdita dell’identità culturale e del radicamento al territorio -, se ne affianca un’altra che focalizza l’attenzione sulla figura umana inserita nel suo contesto abitativo o decontestualizzata per raccontarne il paesaggio interiore, l’immaginario privato, la mutevolezza che rende l’io materia sfuggente. Spingendosi oltre l’aspetto esteriore o restando entro i suoi confini, il ritratto fotografico si confronta giocoforza con l’identità del singolo, tentando di fissarla attraverso lo scatto o, per converso, negando qualsiasi approccio psicologizzante all’immagine. In entrambi gli approcci permane l’impossibilità di definire con certezza l’identità profonda dell’individuo, che di fatto resta, come recita il titolo della mostra, “sospesa”.

I fotografi in mostra - Veronica Bronzetti, Roberto Celli, Stefano Cristiano, Rosita Delfino, Romina Dughero, Paola Mischiatti - esplorano il concetto d’identità come dimensione che si rivela nel sogno, visione allucinata, unità di pensieri e istinti che convivono, non senza conflitti e ambiguità, come presenze plurali dell’essere.

Tags // , , , , , , , , , , , , , ,

Trackback from your site.

Leave a comment

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: