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Mentelocale | L’Utopico Paesaggio dei residui

Author // Redazione
Posted in // ARTE

Mentelocale | L’Utopico Paesaggio dei residui

Casa Museo Giovanni Boccaccio, Certaldo (FI)

a cura di Tommaso Capecchi

Dall’8 Maggio al 11 Giugno 2012

“L’ uomo cammina per giornate tra gli alberi e le pietre. Raramente l’occhio si ferma su una casa, ed è quando l’ha riconosciuta per il segno d’un’altra cosa”.

Da “Le città invisibili” di Italo Calvino (Tamara)

 

Se troviamo come dimensione condivisa questo incipit, allora la facciata di una casa può essere un viso ed il fermarsi a guardarla una scoperta; anche per quanto possa essere abbandonata ed in uno stato di degrado, rimarrà pur sempre un incontro.

Si mostrerebbe ai nostri occhi come manufatto dato dal genio, paesaggio che comunica con noi, parla di sé, del luogo  e del tempo. L’ operazione di MenteLocale (Valentina Bigaran, Michele Tajariol e Sara Tessari) nel territorio urbano del Comune di Certaldo si è sviluppata in tale direzione.

L’ intero centro urbano del paese toscano è stato indagato percorrendolo con occhi attivi, archiviando informazioni ed esperendole in modo diretto.

La curiosità è nata alla vista e all’incontro con quei contro-spazi che  riescono ad entrare in anonimato silenzio nella quotidianità degli abitanti; giardini di case abbandonate, aree adibite per cabine elettriche, pezzi di terreno dismessi da qualsiasi tipo di costruzione civile o commerciale, ritagli nati da work in progress di edifici, residui fra l’ abitato dove è spesso incerta l’ attribuzione al privato o al demanio comunale. Spazi ai margini che hanno stimolato alla riflessione, per la loro provvisoria natura. L’attesa di fronte a questi residui ha dato volontà di ammaestrare un presente che sfugge, che è altro da noi, ma che si mostra come possibilità, per essere ritessuto secondo un orizzonte alternativo di senso.

L’altra-mappa di MenteLocale propone dunque prospettive utopiche, ponendo ritagli di stoffa su questi interpretabili frammenti; crea trame di fili di comunicazioni sensoriali, dalla carta al territorio.

A queste zone incerte è stata data nuova vita, per esistere  come nuove possibilità  oscillanti tra l’(in)coscienza e il diventare. In queste porzioni escluse o ignote, sono stati lasciati un segno e un indice, per stimolare stati emotivi e il nostro più intimo pensare.

Ad occhi aperti sono state individuate etiche nudità, macerie prodotte da trasformazioni con le quali il cittadino vive, ma al contempo ne è escluso alla convivenza.

Sono dunque tracce di nuova conoscenza di sé e dell’altro, che danno vita a forme visive che aprono a dimensioni strutturalmente alternative, cosmogonie che abitano solo nelle intimità di ognuno di noi e di qualsivoglia vivente alterità.

Tommaso Capecchi

 

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