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José Muñoz – Encres. Nel flusso del divenire.

Author // Redazione
Posted in // ARTE, NEWS

José Muñoz – Encres. Nel flusso del divenire.

3 maggio – 28 maggio 2012

Babele, Firenze

 

In mostra a Babele gli ultimi lavori di José Muñoz, in cui la poetica del grande fumettista argentino si evolve inoltrandosi e concretizzandosi in immagini astratte, suggestioni di paesaggi enigmatici ben lontane dall’ambientazione urbana dei suoi fumetti.

 

E’ un José Muñoz (1942, Buenos Aires) inedito quello che si può ammirare all’interno dello spazio della libreria d’arte Babele di Firenze, che presenta fino al 28 maggio ventiquattro tavole originali dell’artista. Il celebre fumettista argentino, noto al grande pubblico per la fortunata collaborazione con Carlos Sampayo che dette origine alla saga del detective newyorkese Alack Sinner, abbandona in queste sue ultime produzioni il tratto asciutto e puntuale tipico della caratterizzazione di personaggi e vicende proprie della graphic novel, per dedicarsi alla realizzazione di immagini astratte. Liberatosi delle “costrizioni spaziali del fumetto” e della sua esigenza narrativa, Muñoz esplora un mondo a questo formalmente contrapposto, che sembra evocare enigmatiche e primordiali visioni paesaggistiche: stratificazioni rocciose, abissi acquatici, grovigli di vegetazioni vengono suggeriti da composizioni in blu, verde, rosso e ocra. Appaiono come suggestioni naturali di un ambiente archetipico che probabilmente si alimenta dei ricordi giovanili dell’autore verso il paesaggio incontaminato della pampa argentina. Anche i ritratti presentati qui in mostra, perdono a loro volta la precisione descrittiva a favore di raffigurazioni dai tratti più nebulosi che appaiono prodotti da un approccio più intimista alla figura.

Siamo quindi molto lontani dai personaggi tipici delle graphic novel dell’autore che, caratterizzati dalla giustapposizione di un netto bianco e nero non privo di deformazioni espressioniste, si distinguono per i loro tratti crudi come segnati dalle innumerevoli vicende di violenza alle quali pare che il loro vivere metropolitano li abbia inesorabilmente destinati.

Invece nelle tavole appartenenti alla mostra Encres. Nel flusso del divenire, che come già il titolo porta a immaginare, rivelano, grazie a composizioni monocromatiche di inchiostri e chine, il desiderio dell’autore di abbandonarsi a un registro più metafisico e poetico, che si discosta quindi fortemente da quella che egli stesso definì “la bassezza del reale”.

Il carattere non figurativo di questi lavori si presenta come “segno e simbolo della meraviglia”, così come viene definito da Fernando Bandini nell’introduzione al bel catalogo edito da Nuages, non dimenticando però che i due registri formalmente discordanti su cui Muñoz si applica si integrano vicendevolmente, essendo frutto della medesima fantasia con cui l’autore si relaziona e descrive il mondo.

Stefania Basso

 

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