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Intervista ad Alessandro Bagnai

Author // Redazione
Posted in // NEWS, OLTRE LO SPECCHIO

25 anni da gallerista, sempre in prima linea con grandi nomi dell’arte contemporanea: un’esperienza coraggiosa che Alessandro Bagnai racconta a Massimo Tonietti per i lettori di i.OVO.

Massimo Tonietti: 25 anni da gallerista chi ti ha trasmesso la passione per l’arte e a chi sei riuscito a trasmetterla?

Alessandro Bagnai: La passione per l’arte viene da lontano, non avrei potuto intraprendere una strada diversa… non so perché.

Ho aperto la galleria a Siena nel 1987 e credo di aver fatto lì un grande lavoro. Nella mia città  non si era abituati a vedere gallerie e mostre di arte contemporanea. Qualcuno se ne è accorto? Non lo so.

A parte questo… sono convinto che questo lavoro si possa fare solo seguendo la propria strada, le proprie convinzioni, senza voltarsi indietro a guardare chi ti segue.

 

M.T.: Sappiamo bene che il contemporaneo a Firenze (e in Toscana) ha vita dura, perché?

A.B.: In Toscana, il contemporaneo ha sicuramente vita dura, nonostante la presenza di belle collezioni, per motivi che derivano anche dalla sua storia, per la presenza di un forte spirito di conservazione. È una regione che si crogiola un po’ nel suo passato, piena di contraddizioni  in cui spesso, d’altro canto, a volte si parla di contemporaneo con troppa facilità, spesso non conoscendolo, perchè si deve e per esorcizzare il provincialismo delle nostre città, dove si finisce per  tentare esperimenti, da parte di luoghi deputati a promuovere il contemporaneo, discutibili, come quello di cui ho sentito dire, di insegnare con corsi a pagamento a diventare collezionisti… mi ha fatto un po’ sorridere… ma poi ho pensato che c’è poco da sorridere.

 

M.T.: Chi sono, ammesso che ci siano, i nuovi collezionisti?

A.B.: Il mondo dell’arte e il mercato dell’arte sono molto più vasti, coinvolgono ormai tutto il mondo. C’è un mercato per gli artisti di tutti i paesi del mondo e chi si appassiona all’arte non corrisponde più ad un modello stereotipato;  le gallerie formano collezionisti nel senso che il collezionista (quello vero) come il gallerista è mosso da una passione, l’incontro fra queste due passioni crea relazioni che hanno come oggetto l’arte, il rapporto si basa sulla fiducia reciproca.

 

M.T.: Secondo te, quale potere ha il gallerista di influenzare il collezionista in una vendita?

A.B.: Non saprei, non credo di essere un abile venditore… sicuramente non un venditore in questo senso, non influenzo, parlo del mio lavoro, dei miei artisti.

 

M.T.: Cosa hai imparato dalla crisi economica che stiamo vivendo?

A.B.: Credo di aver lavorato in costante crisi economica, fin dall’inizio; dalla crisi economica vengono insegnamenti per la nostra vita quotidiana, chi lavora con l’arte come le gallerie private se fa un serio lavoro di galleria è sempre in emergenza.

 

M.T.: Come ti relazioni con gli artisti, come avviene l’incontro con loro?

A.B.: Per ogni artista c’è sempre una storia diversa , infondo alla fine  chi  vince è l’opera, devi guardare sopratutto al lavoro. In questo momento per esempio sto cercando di dedicare alcune mostre  a grandi maestri  come Gunther Uecker. E’ emozionante scoprire la forza e la freschezza di un grande maestro degli anni sessanta , nelle sue opere anche recenti, è emozionante lavorare con lui, ascoltarlo… questa è la parte speciale del mio lavoro, il privilegio di essere a contatto con la bellezza. Con qualche artista poi, com’è nella vita, a volte nasce anche una grande amicizia.

M.T.: Quale influsso ha il web 2.0 sull’arte contemporanea? Cosa ha aggiunto e cosa ha tolto?

A.B.: Il web ha velocizzato il lavoro, ci permette di essere informati su eventi a cui magari non abbiamo tempo di partecipare, ci fa conoscere opinioni, non credo che serva al mercato, quello delle gallerie.

 

M.T.: Alessandro, un’ultima domanda:  dove finisce l’arte e dove comincia la speculazione sull’arte?

A.B.: Il discorso sull’arte e la speculazione è terribilmente noioso… lo lascio ad altri, io faccio il mio lavoro e spero di poter continuare a farlo.

 

 

Alessandro Bagnai è gallerista.

Massimo Tonietti è ideatore e curatore di i.OVO, Rivista di arte e cultura contemporanea.

 

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Comments (1)

  • 27 marzo 2013 at 16:49 |

    Grande Alessandro e complimenti per la tenacia e la passione. A presto G.D.Parra

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