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03

Urban Tales

Author // Redazione
Posted in // ARTE, NEWS

 

Urban Tales, a cura di Daniela Pronestì e Roberta Fiorini

SIMULTANEA SPAZI D’ARTE, Firenze

31 marzo – 14 aprile 2012

Questa volta la Simultanea Spazi d’Arte mette in scena una mostra sulla città e i suoi mille volti: scatti di cinque artisti che ci mostrano le capitali europee sotto nuove prospettive… è proprio il caso di dirlo!

Ormai chi segue il raccolto spazio di Via San Zanobi a Firenze è abituato: ogni mese un’idea diversa che in comune con la precedente ha solo il desiderio di indagare la realtà in modo originale, da punti di vista non scontati. Artisti di vario genere si susseguono in questa kermesse che ha preso l’avvio nell’autunno scorso, sotto la guida e la cura di Daniela Pronestì e Roberta Fiorini. Questo mese occupano le pareti di Simultanea Spazi d’Arte sei fotografi: Massimo Barcariol (Pontassieve, 1959), Paolo Dalprato (Lombardia, 1958), Andrea Gasparro (Campania nel 1944), Roberto Miglietta (Campi Salentina, 1977), Marco Virgone (Palermo, 1968) e Cristian Volpara (Alessandria, 1974). Età e provenienze diverse, un modo di percepire lo spazio, l’altezza, i contorni e le linee sempre originale ma molto personale, fotografi che affermano la propria identità senza tirarsi indietro, senza temere di rischiare.

Colpiscono in modo particolare le prospettive audaci, le luci nella notte e le strutture minimaliste talora, talora gotiche di Dalprato, assai apprezzabile nel tentativo di dare una vita particolare alle architetture di varie città, mostrandone il carattere e attribuendo loro quasi un’anima: ecco quindi le luci elettriche illuminare la struttura di alcuni palazzi minimalisti e moderni che si affacciano su una piazza deserta, o ritrarre il Duomo di Milano in tutta la sua altezza, nello slancio ardito verso l’alto, mentre figure femminili fragili e sinuose sembrano sostenerne la struttura.

 

Roberto Miglietta preferisce invece cogliere l’atmosfera di ogni città riproducendola in scatti nostalgici, mai scontati, che testimoniano l’eleganza decadente e romantica di Parigi, l’austerità di Berlino. Qui una tecnica particolare fatta attraverso diapositive permette a chi osserva di rivivere sensazioni sopite, momenti del passato in cui l’alta definizione e la fredda riproduzione della tecnologia digitale ci facevano sentire un po’ più imperfetti ma sicuramente molto umani.

Alla Street Art e alla solitudine sono invece dedicate le foto di Gasparro, in cui non il valore dei graffiti come opera d’arte contemporanea, bensì l’uomo e il suo intervento sulla realtà circostante, il suo dialogo con se stesso e il mondo sono gli autentici elementi protagonisti degli scorci vacui, delle linee di fuga inondate di luce che improvvisa entra nelle vie suburbane violandone il segreto.

Serena Bedini

 

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