apr
23

Il Canapone Club

Author // Redazione
Posted in // FOOD

IL CANAPONE CLUB – Gusto, arte, casa

Lavori di Noumeda Carbone, foto e courtesy Hélène Vallet.Una porta verde quasi sempre chiusa incorniciata da un’insegna con due ossa accostate, una bianca l’altra nera, è il passaggio segreto che mi introduce al Canapone Club in via del Mezzetta 5, a ridosso di Santo Spirito, nel cuore della rive gauche fiorentina. Un mondo magico ma anche sorprendentemente familiare.

Il Canapone è un club storico di Firenze. Viene fondato da Mario Mariotti nel 1986 con il nome Il Paiolo, circolo culturale e punto di riferimento dove si ritrovano gli artisti e gli artigiani fiorentini. Cambia nome quasi subito e passa prima nelle mani della figlia Francesca e poi in quelle sapienti di Valentina Mugnaini. Il nome Canapone è legato a Leopoldo II, granduca di Toscana, che visse proprio in questo quartiere e che a causa del colore giallastro della sua capigliatura fu ben presto affettuosamente soprannominato così. Il Canapone, mi spiega Valentina, era anche il nome dell’unico cammello ospitato allo zoo delle Cascine negli anni ’60, ribattezzato così per lo stesso motivo del più noto granduca.

Il Canapone è un club – ristorante, a cui si accede attraverso una tessera che costa 5 euro. Unisce cibo e arte in un connubio perfettamente armonizzato e questo si intuisce appena si entra nella piccola e raccolta sala, con le pareti schizzate di mille colori che sembrano carta da parati e che rendono la stanza calda e accogliente diventando lo sfondo naturale delle opere degli artisti. L’arredo della sala, che contiene una trentina di posti, è costituito da un mix di elementi di design e della tradizione. Tavoli di varie dimensioni e fatture, in legno o in ferro battuto sono apparecchiati con tovaglie diverse, bicchieri e piatti colorati e ricercati. Tutte le tavole hanno fiori freschi e profumati e candele che rendono l’atmosfera particolarmente romantica. Quello che colpisce subito è il gioco delle luci e delle ombre, ottenuto anche grazie all’utilizzo di punti luce d’antiquariato sistemate in vari angoli della sala per evidenziare al meglio i quadri degli artisti esposti. La sala ti accoglie e ti culla diventando un’opera essa stessa che cambia completamente cambiando l’allestimento delle personali degli artisti e delle luci che le accompagnano in questa strana danza. Tutto quello che si vede, dipinti, quadri, luci, elementi d’arredo, può essere acquistato. Una seconda e piccola sala ospita un delizioso bar dove poter sorseggiare una bevuta facendo quattro chiacchiere con gli avventori del locale comodamente seduti su divanetti. Anche qui, alle pareti, siamo immersi nelle opere di artisti. Nel mese di Aprile continua la splendida personale di Noumeda Carbone, giovane ma già affermata artista i cui  lavori assumono un tono onirico, dark, surreale e sono caratterizzati da uno stile raffinato eseguito attraverso l’uso di chine e pennarelli.

Il Canapone è anche e soprattutto cibo. Cucina mediterranea. Ingredienti freschissimi e di stagione. Menù che cambia ogni mese con piatti curati e molti abbondanti. Cinque i primi scelti e preparati dalla chef di cucina Yuna Scattone, tra questi i paccheri al ragù di coniglio e le tagliatelle di pasta fresca in carbonara di carciofi, tre i secondi di carne, deliziosi i fagottini di pollo, e due quelli di pesce. Tre contorni accompagnano sempre il piatto. I dolci, tra cui il sublime gelato montato a mano ai pistacchi di Bronte, sono realizzati invece da Valentina.  Ottima la carta dei vini, tutti italiani.

La gestione tutta al femminile di questo club è fatta di accoglienza e generosità, di ospitalità e di calore. Valentina è perfetta nell’accogliere gli ospiti e nel farli sentire a casa, simpatica e disponibile è pronta a dare spiegazioni su cibo e arte. Non è difficile poi scambiare due chiacchiere con il vicino di tavola e creare un clima rilassato e familiare.

C.I: Cosa è per te Il Canapone?

V.M: Dalle sua creazione il Canapone è rimasto punto di riferimento per gli artisti e gli artigiani fiorentini ma anche per gli abitanti di questo meraviglioso quartiere e non solo. Al Canapone vengono ospitate mostre, piccole letture, vengono concepite collaborazioni artistiche, esposti prodotti antiquari. Ma il Canapone è anche cibo. Tutto qui cambia: le persone, il cibo, le mostre. Tutto qui è in continuo movimento e allora io voglio che in questo continuo fluire le persone che passano di qui siano soddisfatti, che escono sazi e contenti come fossero a casa. Mi piace pensare che possono passare di qui per stare bene, proprio come quando uno è nel luogo a lui più familiare. Mi piace coltivare quest’atmosfera di condivisione che magicamente e naturalmente si crea stando insieme.

CAMILLA INNOCENTI

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