apr
12

Galleria Zone

Author // Redazione
Posted in // ARTE

Raccontando la galleria Zone,

progetto multidisciplinare.

Intervista ad Alberto Mommarelli e Nao Hara

«zzz..zz.zone…… un ronzio di sottofondo con irregolari intermittenze e interferenze»

A.d.B.: Riuscite a darmi una definizione, usando pochi aggettivi, della galleria Zone?

A.M.&N.H.: Curiosa. La vediamo come uno spazio che è pronto ad incontrare figure nuove, con una certa forza espressiva. Qualcosa di fresco, attuale. Ci piacerebbe trovare non solo giovani artisti, ma anche giovani curatori (non nel senso anagrafico ma di atteggiamento). Creare un luogo parallelo al sistema dell’arte contemporanea, un’altra possibilità.

A.d.B.: Come è stata concepita la galleria e quali sono gli aspetti/principi concettuali su cui si fonda?

A.M.&N.H.: Zone è un progetto multidisciplinare. Due piccoli spazi funzionalmente collegati in una piccola via del centro storico di Firenze. “Zone J”, microspazio dedicato principalmente al gioiello contemporaneo e diretto da Nao Hara, giapponese, da tre anni a Firenze, nel quale presenta anche i suoi lavori; “zone A” che promuove le arti visive, curato da Alberto Mommarelli. Non ci sono limiti alle possibilità di interferenze e combinazioni fra i due spazi.

A.d.B.: Quali dinamiche spazio-temporali avete pensato e realizzato (cadenza mostre, organizzazione dello spazio espositivo…)?

A.M.&N.H.: Irregolare. Tutto dipenderà dagli incontri e dalle realtà che si metteranno in moto durante il percorso. Un approccio libero. Curiosità. Dare spazio a giovani artisti, che abbiano già un lavoro consolidato. Le gallerie fiorentine  sono un po’ chiuse, necessariamente attente al lato commerciale. L’aspetto economico non è per noi quello principale.

A.d.B.: Come vi inserite nella realtà fiorentina e che riscontro avete avuto fino ad ora? C’è spazio, nella «culla del Rinascimento», per la contemporaneità?

A.M.&N.H.: I nostri contatti sono eterogenei. Non abbiamo però relazione con il mondo dei collezionisti. La grande vivacità che si respira a Firenze nell’ambito dell’arte contemporanea è vissuta principalmente dagli addetti ai lavori. Ci piacerebbe aprire questo mondo anche ad altre persone, conoscere giovani collezionisti. Prezzi accessibili, per dare modo ai più di entrare in contatto con le opere. L’arte contemporanea è sempre stata un mercato di lusso, di nicchia, sarebbe interessante allargare questa prospettiva. Difficile, ma ci piacerebbe che ciò accadesse.

A.d.B.: Quale dovrebbe essere, secondo voi, la tendenza da seguire per rinnovare i luoghi d’arte in Italia?

A.M.&N.H.: Qui a Firenze qualcosa è in movimento, a un livello un po’ alto, o didattico, come la Strozzina, EX 3… sicuramente interessanti. Auspichiamo che partano più cose dal basso: tante piccole realtà che inventino qualcosa. Non ci è mai piaciuta e non ci è mai interessata un’arte strutturata dall’alto. Siamo invece inclini a sistemi orizzontali. Prima o poi le cose prenderanno forma da sé.

A.d.B.: Come vedete il futuro? Un ritorno al passato, o lo stravolgimento del presente attraverso un rinnovamento radicale?

A.M.&N.H.: Non lo so. È difficile immaginare il futuro, anche perché poi ci sorprende sempre. Per vedere stravolgimenti o rivoluzioni, dovrebbe avvenire un importante cambiamento a livello sociale. Auspichiamo un rinnovamento radicale rispetto al presente.

Alberto Mommarelli curatore e artista, è nato a Firenze nel 1963, vive e lavora a Firenze.

Nao Hara curatrice e artista, è nata a Yokohama in Giappone, nel 1973, vive e lavora a Firenze.

Alessandra de Bianchi è laureata in Filosofia Teoretica-Estetica, scrittrice, vive e lavora a Firenze.

 

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