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Urban Tales

Author // Redazione
Posted in // NEWS

SIMULTANEA – SPAZI D’ARTE

31 Marzo – 14 Aprile 2012

Urban Tales

“L’uomo moderno è in fuga, ma da che cosa? Fuga dai luoghi abituali, dai luoghi etici, dai luoghi dell’appartenenza possibile. Una volta abbandonati questi luoghi [..] si è messo in viaggio, senza pesanti fardelli – la storia, la tradizione, la memoria, l’identità- muovendosi invece leggero, duttile, disincantato, scivolando sulla superficie del mondo, pronto a modificare itinerari e percorsi, lasciando giocare la sua identità con il gioco delle mutazioni e delle metamorfosi della moda, delle opinioni, dei consumi”.

 

(P. Barcellona, Il ritorno del legame sociale, Torino, 1990).

 

Le difficoltà e il disagio che si accompagnano spesso all’esperienza della città contemporanea, trovano una spiegazione nella trasformazione subita dal concetto e dall’uso dello spazio nella cultura odierna. Percorrere uno spazio non significa soltanto calpestare il suolo, ma decifrare i luoghi, ascoltare le civiltà e raccoglierne i segni e i nuovi miti. Camminare vuol dire interpretare il mondo di oggi, ma anche dialogare con quello del passato e comunicare con l’ambiente. Quando percorriamo le strade delle nostre città, eccezion fatta per i centri storici dove la memoria si stratifica e si conserva grazie soprattutto alla presenza di architetture del passato, ci colpisce l’assenza di una geometria ragionevole e unitaria, e si ha come l’impressione di trovarsi in uno spazio senza confini e norme, in cui a ciascuno è concesso di ritagliare una sua privata geometria d’uso.

Nella città contemporanea l’individuo prende parte allo spettacolo e insieme al consumo di architetture e di luoghi carichi di segni e di simboli, in un contesto spesso disordinato, ricco di contrasti, “privo di forme e causa perciò di un nuovo e diffuso malessere individuale e collettivo”(Z. Bauman, 1999). L’assenza di un’identità urbana di riferimento capace di svolgere un ruolo di assimilazione culturale così come di educazione e di miglioramento civico, trasforma la città in un labirinto di esperienze che finiscono spesso per disorientarci. La città non è più “un grembo che ci accoglie” (W. Benjamin, 1955), ma un intreccio di subculture che convivono nel tessuto cittadino, a volte nella reciproca indifferenza, più di frequente nello scontro e nell’incomprensione reciproca. Geometrie di vita non comunicanti, spesso giustapposte e non fatte convogliare in un sistema d’integrazione.

Non è facile individuare un modello che descriva le molteplici mappe culturali che caratterizzano lo spazio urbano odierno, che da luogo unitario e collettivo, si è trasformato in un insieme disordinato di paysages d’action, vale a dire spazi individuali che ciascuno condivide con sé stesso e che entrano in contatto con il resto della comunità soltanto in maniera occasionale e discontinua. Una perdita dell’identità collettiva che vede la città favorire, anziché l’allargamento e il consolidamento delle relazioni sociali, la solitudine dell’uomo moderno divorandolo nei suoi meccanismi di connessioni veloci e di relazioni superficiali.

Obiettivo della mostra Urban Tales è riflettere sulla corrispondenza nella città contemporanea tra spazio fisico e spazio civico, tra comunità e spazio di vita, tra individuo e collettività. Massimo Barcariol, Paolo Dal Prato, Andrea Gasparro, Roberto Miglietta, Marco Virgone e Cristian Volpara raccontano la città come corpo architettonico e paesaggio intriso di valori al contempo “statici” – la memoria e la cultura custodita nei centri storici – e “dinamici” – la crescita delle periferie e delle realtà suburbane. A prevalere è una percezione sinestetica dell’ambiente, quella che nasce cioè dall’interazione tra l’uomo e lo spazio percepito. E’ così che la fotografia diventa un guardare attivo, un’immersione del corpo nei luoghi della città intesa come insieme di fattori fisici, psicologici, ambientali e culturali, ma anche come luogo soggetto a continui processi di trasformazione e di cambiamento.

Massimo Barcariol (Pontassieve, 1959) informatico per “mestiere”, coltiva da sempre una grande passione per la fotografia. Ha al suo attivo la pubblicazione di due raccolte fotografiche, La prova dell’ottico (2007), L’osservatorio (2008), oltre a due calendbooks e ai calendari 2009 e 2010 per la Società di nuoto sincronizzato Rari Nantes Firenze. Nel 2009 ha esposto con la personale fotografica Poesia dell’immagine nell’ambito dei Percorsi d’Arte in Biblioteca organizzati dal Comune di Pontassieve. Vincitore nel 2009 del Fiorino d’oro nell’ambito della XXVII edizione del Premio Firenze per le Arti Visive e l’anno successivo del Premio Mostra con la fotografia Lunatiche. A Ottobre 2010 partecipa con una personale alla mostra d’arte contemporanea degli artisti vincitori del Premio Italia Viaggio nel contemporaneo presso la Casa Museo Machiavelli a Sant’Andrea in Percussina, ed espone con la Galleria Il Candelaio alla XII Mostra Mercato Immagina Arte in Fiera di Reggio Emilia con la serie Aqua. A Luglio 2011 prende parte alla mostra d’arte contemporanea di Pitigliano riscuotendo consensi da parte della giuria popolare. Tra Luglio e Agosto dello stesso anno espone presso la sede del Gruppo Vela L. N. I. di Follonica.

 

 

Paolo Dal Prato nasce in Lombardia nel 1958. Coltiva l’interesse per la fotografia fin dai tempi dell’università, quando inizia a realizzare i primi scatti con una Zenith. Dalla fotografia in bianco e nero, sviluppata con camere oscure di fortuna, passa prima alle diapositive e, dal 2004, alla fotografia digitale che conferma e offre nuovi spunti alla sua passione. Nel suo lavoro ha importanza, oltre al momento dello scatto, la fase della postproduzione che gli consente di “liberare le immagini nascoste dentro le immagini evidenti”. La fotografia così intesa non è soltanto un documento della realtà ma è soprattutto un modo per restituire attraverso l’immagine il punto di vista dell’autore. Interessato ai colori modulati in diverse intensità – dalle più calde alle più fredde – lavora sul contrasto tra luci e ombre, le prime per catturare l’occhio dello spettatore, le seconde per dare corpo ai soggetti.

Andrea Gasparro nasce in Campania nel 1944, da padre napoletano e madre fiorentina e cresce periodicamente in entrambe le differenti cittadine. Sin da giovanissimo si appassiona alla fotografia e inizia a scattare con una Agfa Silette, che ancora oggi conserva come un cimelio. Dopo la laurea presso la Facoltà di Agraria di Firenze, oltre alla fotografia, altre passioni occupano costantemente il proprio tempo: l’insegnamento di economia, che svolge per molti anni come lavoro, e la passione per la politica, che si sviluppa sino a presidiare la carica di Assessore nel comune di Figline Valdarno. Nel tempo, terminati i suoi impegni di lavoro e di attività politica, la fotografia riesplode come primario interesse, e la pratica a pieno ritmo, quale bisogno di espressività comunicativa. Dopo le tecniche analogiche, attualmente si dedica con molto interesse alle tecniche digitali, ed elabora i suoi scatti anche in post-produzione. Per lungo tempo interessato all’uso del b/n che oggi alterna al colore, è sempre alla ricerca di nuove forme espressive. Ha al suo attivo numerose mostre (Arezzo, Firenze, Impruneta, San Casciano, Siena, Spoleto, ecc), su temi che sente particolarmente vicini come le Urban-Street e le Architetture Moderne. Presenta i suoi lavori presso scuole di fotografie e Club fotografici. Da tempo membro dello storico Gruppo Fotografico Il Cupolone di Firenze, ha ricevuto incarichi professionali da società nel campo della pubblicità e da associazioni culturali e politiche con report su manifestazioni, viaggi della memoria a Auschwitz e Dachau, cartelloni pubblicitari ed altro. Collaboro stabilmente con una ditta di pubblicità e cartellonistica del territorio fiorentino.

Roberto Miglietta (Campi Salentina, 1977), da sempre sensibile alla fotografia, passione ereditata dal padre, ha studiato pubblicità specializzandosi in Comunicazione Visiva. Dal 2000 vive a Milano, dove lavora come fotografo e ritoccatore per pubblicità e magazine. La sua attività artistica si esprime attraverso le tecniche di ripresa tradizionali, prediligendo il medio formato. Affronta l’ambito espositivo quasi da esordiente. Le esposizioni che lo riguardano, hanno avuto sempre una connotazione intima, in luoghi non convenzionali, ma di notevole apprezzamento. Tra queste si segnalano Free Berlin (2010), mostra personale, Corte numero 9 Lecce;  Viste (2010), mostra personale Spazio Frida Milano; Vernissage “Senza titolo”, (2011), Elita, Milano.  

Marco Virgone (Palermo, 1968) è un ingegnere elettronico che vive e lavora ormai da anni a Cesano Boscone in provincia di Milano. Da sempre appassionato di fotografia, predilige gli spazi architettonici come elemento significante della città e delle sue repentine trasformazioni.  Molti gli eventi espositivi e le segnalazioni in concorsi fotografici. Tra questi, nel 2011, il Primo premio nella categoria Astrazione del Global Photo Awards, e le esposizioni alla Linus Gallery di Pasadena (sezione Bianco e Nero) e alla Darkroom Gallery nel Vermont.

Cristian Volpara (Alessandria, 1974), si è avvicinato alla fotografia per passione, approfondendo il suo interesse attraverso lo studio delle tecniche fotografiche e i riferimenti visivi di grandi maestri dello scatto. La macchina fotografia – per prima una reflex Canon 400d – lo accompagna da sempre nei suoi viaggi e diventa strumento per raccontare la città non in maniera “emotiva” ma privilegiando l’autenticità dello scatto e del suo contenuto. Dopo la frequentazione di un corso che gli consente di rendere più professionale il suo approccio alla fotografia, Cristian decide di dedicarsi a quest’arte con maggiore applicazione e di esplorare categorie fotografiche che, come la street, indagano i caratteri precipui dello spazio urbano.

 

 

Courtesy per le foto Simultanea Spazi d’Arte, Firenze.

 

 

 

 

Daniela Pronestì   danielapronesti@hotmail.com 331 3045329

Roberta Fiorini    rob.fior5@yahoo.it 340 8972273

 

Simultanea – Spazi d’Arte,  via San Zanobi 45 rosso, Firenze

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