feb
26

Saverio Tommasi | La messa non è finita

Author // Redazione
Posted in // LETTERATURA

Saverio Tommasi
La messa non è finita – Processo per “smisurato amore” a don Alessandro Santoro
edizioniPiagge

Accusa e difesa di un matrimonio che non s’ha da fare. Sandra e Fortunato. Una donna e un uomo, per il prete che li sposa. Due uomini, per la Chiesa.

Di lotta e di lamiera. Pareti che accolgono in abbracci di latta e di lamiera. La piazza è a ore come le camere d’albergo al casello di là dalla tangenziale. Il cielo ha nuvole meccaniche, che rombano rapide, tirandosi dietro una di pioggia di gasolio. Una frontiera dimenticata come l’amnesia collettiva dell’inverno all’Equatore. Conquistata da tutti, difesa da nessuno. Se non in quel centro che è sociale e si chiama come lo chiamano: “il Pozzo”.
La parabola della Comunità delle Piagge, periferia nord-ovest di Firenze, prende corpo e voci nel testo teatrale La messa non è finita – Processo per “smisurato amore” a don Alessandro Santoro di Saverio Tommasi (Firenze, 24/01/1979), attore-autore impegnato nel teatro civile (Georgofili, una via una strage, Storie clandestine), con nel cassetto il sogno di “far sorridere i bambini e tremare i giganti, ridere gli intelligenti e ammutolire gli stolti”.
Al Centro Sociale “il Pozzo” le stelle ballano ogni giorno come a Natale, tra mura tenute insieme dalla calce della volontà. Il faro delle “navi”, i giganteschi palazzi incagliati nel quartiere, è un prete, don Alessandro Santoro, che costruisce il ritorno del mare e del largo, annacquando il cemento, tanto, che gli abitanti del quartiere hanno sotto i piedi. Dal 1994 fino al 25 ottobre 2009, giorno del matrimonio religioso, tra una “donna nata uomo”, Sandra Alvino, e il compagno di una vita, Fortunato Talotta, già uniti con rito civile da 25 anni. Una “benedizione matrimoniale” ufficiata da don Santoro. Ma impossibile per il resto della Curia, non solo toscana, che lo punisce con l’esilio dalla sua Comunità.
Mesi di assenza (il libro è del giugno 2010) contati da Tommasi con le parole di un processo all’unione di Sandra e Fortunato, costruito a partire dalle opinioni, le testimonianze e i giudizi, raccolti da Tommasi stesso tra gli abitanti del quartiere. La “smisurata preghiera” per un uomo e una donna alla ricerca, nelle ferite d’inchiostro sulla garza della pagina, di una strada per unirsi oltre le proprie appendici. Perché il cuore è in quella scossa sottopelle, quella vertigine chiamata “insieme”. “Fu alla fine della settimana: un abbraccio, poi un bacio. Basta così”.
Nessun pentimento, quando don Santoro è tornato alle Piagge, nell’aprile 2011. “Non ci si può pentire per qualcosa che si vive per amore – disse il prete – perché c’è amore”. Che non è scritto nell’atto di nascere, ma nella scintilla di scegliersi.
Come Sandra e Fortunato. Oggi sposi da due anni.

Matteo Brighenti

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