Filistrucchi oltre la scena. La parrucca nella storia di una famiglia
a cura di Gabriele e Gherardo Filistrucchi
elaborazioni grafiche di Brunella Sibilia
Teatro Puccini, Via delle Cascine 41, Firenze
Dal 28 Gennaio al 4 Marzo 2012
Il luogo è sicuramente quello giusto. Quando si parla di travestimenti e metamorfosi è bene scendere in teatro, respirarne i velluti, assaggiarne luci e costumi. Il foyer del Teatro Puccini è diventato, per elezione, il palcoscenico di questa piccola mostra, dall’accento alquanto didascalico, che celebra una famiglia, quella Filistrucchi, e con essa il mestiere che da secoli porta il suo nome. Gabriele e Gherardo, gli ultimi discendenti, hanno deciso di portare in scena la loro bottega, la loro arte del trucco e parrucco, raccontando, attraverso gli oggetti e i documenti d’archivio, come nasce un mestiere, come si consolida la sua tradizione.
Un breve percorso, dove si alternano pannelli e teche, in un dialogo serrato, che parte dalla storia secolare della bottega per approdare alla realizzazione di maschere, parrucche e protesi. Pannelli appesi a griglie metalliche, forse troppo elementari nella loro layout, ma interpretati come necessari per capire le preziosità contenute nelle vetrine: arriccia baffi ottocenteschi, tupè, parrucche in yak su modelli settecenteschi, nasi in lattice e ancora foto, bozzetti e documenti d’archivio che testimoniano quanto il mondo dello spettacolo sia legato a questa famiglia.
Nessuna spettacolarità, come forse si richiederebbe da copione, nessuna scenografia illuminotecnica d’effetto, solo lavoro, manualità, passione e dedizione, per un lavoro “da dietro le quinte”, in sordina, proprio come l’atmosfera della mostra.
Un mestiere indispensabile e complesso, dai tratti misteriosi, che nasconde, come tutti i mestieri del palcoscenico, la magia impercettibile della ribalta, dell’accelerazione emozionale provocata dall’apertura del sipario.
La mostra parla di trasformazioni, di camuffamenti, di giochi di ruolo e di espedienti, racconta della frivolezza e dei capricci di nobili che desideravano apparire, ma soprattutto ci accompagna sul confine del più grande mistero del teatro: il momento esatto in cui un attore smette di essere se stesso per diventare “personaggio”.
Filistrucchi è questo, l’artigiano dei personaggi, che crea, con la sua maestria, nuove fisionomie della scena e che continua a far rivivere le maschere della commedia da quasi tre secoli.
Una mostra sicuramente da capire, da leggere, da SENTIRE.
Eleonora Ciambellotti
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