nov
30

DANIEL MELINGO – Corazon y hueso – World Village

Author // Redazione
Posted in // MUSICA

La World Village, produttrice di questo Corazon y Hueso, lo spaccia come un mix di Tom Waits Paolo Conte e Nick Cave. Il che può essere vero magari per due terzi (Nick Cave?),ma questa introduzione pare comunque un buon viatico per addentrarsi nel nuovo disco di Daniel Melingo.

Il re del tango argentino giunge alla piena maturità lasciando da parte i gradi saloni da ballo, sfogando invece la vena più intima e cantautoriale della sua musica. Certo l’ispirazione romantica e sensuale rimane una parte imprescindibile del lavoro, ma è un romanticismo più folk che etnico, più popolare che mondano (niente Gotan Project insomma). E qui può venire fuori l’accostamento con il lato più folk di Tom Waits, soprattutto alla luce degli ottimi arrangiamenti che mai scelgono la via più facile, ed anzi si fanno tortuosi, insicuri: a parlarsi sono quasi sempre chitarra fisarmonica e archi, ora increspati nel racconto di qualche sciagura, ora pacati nel ricordo in qualche amore perduto. Corazon y hueso per l’appunto. Così Melingo ci guida nelle strade della sua Argentina con voce rauca e sommessa, tra maledizioni e semplicità, in un un percorso a tappe che passo dopo passo si fa sempre più torbido, difficoltoso, e che finisce per esplodere negli accenni sperimentali della conclusiva Ritos en la sombra. Un disco che mai come questa volta è anche narrazione.

In Italia accoglieremo il lavoro senza tante difficoltà perché particolarmente affine a molto del nostro background: Vinicio Capossela più che Paolo Conte, Sergio Endrigo (con la bambinesca Fàbula), e ancora qualche passaggio cinematografico alla Nino Rota (Pichona). Ma non è solo per questo che siamo di fronte a uno dei migliori album di world music dell’anno.

Stefano Gaz

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