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Marzia Migliora, Rada, a cura di Arabella Natalini | Salla Tykkä, White Depths, a cura di Marinella Paderni | EX3 Centro per l’Arte Contemporanea | Dal 9 giugno all’11 settembre 2011 | Firenze

Author // Redazione
Posted in // NEWS

Sospendete quello che state facendo”… imperativo categorico nel codice marittimo, rivisitato nell’installazione di Marzia Migliora e bellezza ideale ed etica contrapposta a quella egemonica uomo-natura nelle opere di Salla Tykkä…

E’ un monumento ribaltato. Un grande pontile azzurro accoglie il visitatore che indugia a muoversi, resta confuso e incerto davanti allo splendido spettacolo. Un colpo d’occhio grandioso!! Marzia Migliora (Alessandria, 1972) offre la visione di uno sconfinato mare di marmo, ma la visione e la suggestione non sono abbastanza; è sottesa la proposta di un tempo di riflessione, di attenta osservazione e l’invito silenzioso a proseguire il percorso. Non c’è nulla di verbale nel progetto Rada (2011), altri sono i modi e i codici per comunicare. I simboli si susseguono, fascinazione, scoperta ed elaborazione prevalgono. Il puzzle si delinea, l’emozione si elabora, assume consapevolezza. Progetto inverso a quello dell’artista ma altrettanto interessante: il pontile blu si smaterializza e assume forma di croce, il mare di scarti bianchi è sfondo consapevole dell’immagine di un’enorme bandiera marittima. X-Ray, appunto: Sospendete quello che state facendo.

Non finisce qui: luci al neon intermittenti si accendono e si spengono, in alto, sulle quattro pareti circostanti e forzano a oltrepassare il limite percettivo. Due rotonde… due lineari, intermittenti, ritmiche e insistenti. Il salto è d’obbligo: alfabeto Morse. Diverso codice, stesso incitamento: Sospendete quello che state facendo. Traghettati aldilà del pontile, tre salvagenti bianchi, posati a terra. Il percorso continua… i salvagenti indicano supporto e sostegno, ma il materiale usato dall’artista è sapone. Si scioglie e non lascia traccia. Seguono ventuno disegni, tutti su carta già utilizzata. Piani simultanei, ribaltamenti del reale, simboli e immagini che si mescolano come un tuffo nella psiche dove la realtà è scompaginata in visioni spesso totalmente destrutturate.

Altra simbologia in White Depths (2011) dell’artista finlandese Salla Tykkä (Helsinki, Finlandia 1973). I suoi video sono perfetti. Troppo semplice fermarsi davanti a tale grazia. È così stucchevole che immediatamente s’insinua il pensiero di una lettura più approfondita, di una riflessione sul concetto di bellezza.

I fotogrammi trasudano superiorità imperialista dell’epoca tardo moderna che convive ancora nella cultura del ‘bello’. In perfetta sequenzialità temporale, mostrano l’innaturale prodotto di forzature umane. In Victoria (2011) si segue lo sbocciare di una ninfea tropicale bianca trapiantata nel freddo del nord Europa e in Airs above the ground (2011) cavalli lipizzani, addestrati, secondo ferree asburgiche, a pose innaturali per prepararli al dressage. Una ricerca spasmodica di perfezione dalla quale trapela una violenza tale da portare sapientemente al disgusto.

Daniela Cresti

 

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