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MICHAEL FLIRI | 0O°°°oo°0Oo°O0 | Centro per L’Arte Contemporanea Luigi Pecci | Prato

Author // Redazione
Posted in // NEWS


Peccato che si sia conclusa solo lo scorso 30 di aprile l’esposizione dell’inedito video di Micheal Fliri nella Project Room del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato…

comunque tranquilli, i.ovo ne offre un doveroso resoconto…

Una storia come tante, un inizio che si apre con l’ingresso di un personaggio, gesti lenti e quotidiani; improvvisamente un varco: oltrepassarlo o tornare indietro? Infine la scelta, una tra le due possibili, che conclude perfettamente, in una manciata di minuti, questo video-racconto costruito solo su movimenti rallentati e accompagnato dal suono cupo, ossessivo di un ossigenatore in funzione.
Segno particolare? La scena è ambientata sul fondale di una grande vasca colma d’acqua e il personaggio in questione è l’artista stesso, con tanto di boccaglio, tuta e bombola di ossigeno intento a sondare, capovolto a testa in giù e aiutato da un lungo corrimano per vincere la pressione dell’acqua, una surreale impalcatura che ricostruisce pochi ed essenziali dettagli strutturali di un’abitazione invisibile.

Michael Fliri, 0O°°°oo°0Oo°O0, frame da video, 3’34’’, 2010. Courtesy Galleria Raffaella Cortese, Milano. Fotografia di Walther Turk.

Si ha come l’impressione di rivivere un frame della geniale sceneggiatura di Lars Von Trier: una Dogville annegata, sprofondata nel blu di un artificiale lago silenzioso, in cui un uomo si muove con la dovuta lentezza generata dall’attrito con l’acqua e dalla resistenza alla sua spinta verso l’alto, aprendo porte, attraversando corridoi, salendo scale e incontrando, quasi al termine del suo percorso, una finestra spalancata sopra la propria testa; un’apertura che conduce dritto alla superficie, un confine fisico e al tempo stesso simbolico tra i due mondi, quello marino e quello di una realtà “altra”che si profila al suo limite, ma anche quello tra le proprie certezze e l’ignoto; una soglia, quindi, che inevitabilmente si traduce in una possibilità di scelta.
Rispetto a quanto potrebbe aspettarsi chi ben conosce il lavoro di ricerca di Michael Fliri (Silandro, Bolzano 1978), autentico talento nel panorama della giovane arte internazionale, questa volta rimarrà inaspettatamente stupito da una regia meno istintiva e mordace, volta piuttosto ad una visione introspettiva e poetica in cui lo spettatore viene gradualmente coinvolto nel contesto narrato fino alla condivisione estrema della tensione possibilistica del finale.
0O°°°oo°0Oo°O0 (2010), che riproduce in forma grafica il suono amplificato del respiratore, è il titolo onomatopeico di questo intenso compendio di pura liricità, scandito dalla metrica equilibrata di movimenti, luci e vibrazioni ovattate, capaci di descrivere, con una pennellata monocromatica, un mondo rovesciato che saprà irretire tutta la vostra attenzione in un crescendo di attesa e tensione, disciolto, solo alla fine, in un distensivo epilogo aperto ad un’intima lettura personale.

Linda Giusti

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