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SEGNI DI SCULTORI | Firenze | Simboli Art Gallery | 12.03-23.04.2011

Author // Redazione
Posted in // NEWS

Uno spazio raccolto e discreto nel cuore di Firenze, un autentico scrigno di preziosi tesori del Novecento, aperto con l’auspicio di divenire “un luogo necessario per l’arte”…

Entrare dalla Via San Giuseppe, inondata di luce e turisti, negli spazi essenziali e piacevoli di Simboli Art Gallery e ammirare le belle opere di Henry Moore (1898-1986), Marino Marini (1901-1980), Emilio Greco (1913-1995), Giacomo Manzù (1908-1991), Arturo Martini (1889-1947) e Pietro Cascella (1921-2008) è un’esperienza che fa rivivere i momenti d’oro della Firenze dei primi del Novecento, quando artisti e letterati erano gli autentici protagonisti del presente.

Non è un caso se la mostra, nata dalla collaborazione con il Guastalla Centro Arte di Livorno e la GrecoArte di Fucecchio, s’intitola Segni di scultori: i segni sono qui le idee scultoree e vibranti di vita di Moore, le curve sensuali ed eleganti di Greco, le linee essenziali e forti di Marini, le forme plastiche di Cascella e Manzù, i gesti carichi di tensione emotiva di Martini.

Come spiega Emanuele Greco, “negli scultori, infatti, il disegno presenta […] quell’equilibrio quasi miracoloso […] tra la purezza, propriamente pittorica, della linea e l’intensità plastica, propriamente scultorea. Da qui l’idea di mettere a confronto i linguaggi artistici di sei importanti scultori del Novecento”: idea che risulta quanto mai significativa soprattutto alla luce dell’auspicio sotto il quale nasce questa nuova galleria.

Segni di scultori è, infatti, la mostra d’inaugurazione di Simboli Art Gallery, non una galleria tradizionale aperta ai pochi e preclusa ai molti ma, secondo quanto asseriscono Gabriele ed Emanuele Greco, curatori e proprietari dello spazio, una “bottega d’arte”, ovvero un luogo dove ammirare, studiare, comprare opere di grandi nomi del Novecento e di talentuosi artisti emergenti, dove, insomma, sia possibile fruire l’arte, intesa non solo come mera espressione astratta, ma come autentico poiein, un fare tramite tecnica e passione.

E la passione è probabilmente la parola chiave di questo progetto che nasce, come spiega Gabriele Greco, da “un bisogno nuovo: offrire un luogo per proporre e far apprezzare al pubblico quegli artisti” che da sempre i due curatori amano: una scelta quasi obbligata, concepita durante una fanciullezza vissuta a stretto contatto con l’ambiente artistico, un’esigenza plasmata poco a poco, modellata e raffinata come nel processo di lavorazione di una scultura, durante i lunghi anni di studio e d’approfondimento in ambito umanistico e storico-artistico. Il risultato ha le forme e le sembianze di questa galleria: un luogo che nel tempo diverrà, spiega Gabriele Greco, un vero e proprio centro culturale in cui allestire mostre, presentare libri e dare spazio anche a giovani promesse e che, nota Emanuele Greco, grazie all’alto livello di opere e autori che ospiterà, è e sarà meta di visite guidate e didattiche da parte di studenti, spazio dell’arte dedicato all’arte.

Serena Bedini

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