FEDERICO PIETRELLA | Una storia | fino al 27.03.2011 | Vianuova Arte contemporanea | Firenze
La “traccia” lasciata dall’uomo e dal tempo, dal “vissuto”, è il fulcro di questo nuovo progetto artistico di Lorenzo Bruni, già curatore di La distanza è una finzione (2009)…
Nello spazio di VIANUOVA Arte contemporanea, “si gira” Una Storia, ideata dall’artista Federico Pietrella (Roma, 1973), a cura di Lorenzo Bruni.
Appena entrati ci accoglie l’immagine dell’universo e delle sue infinite stelle, del loro pulsare notturno qui fermato per sempre, pietrificato, scolpito sul muro e, non per questo, meno evocativo dell’immensità che ci sovrasta e ci fagocita. Sulla parete di fronte si notano le tracce materiali del passaggio dell’uomo, delle strutture architettoniche, dei fili elettrici che, inaspettatamente, s’integrano con l’opera e ne esaltano la forza espressiva, raccontando due storie diverse, mettendo in un drammatico paragone il cosmo con il microcosmo umano.
Pochi passi dopo è la volta dello stillicidio inesorabile dell’acqua che fuoriesce da una bottiglia di plastica fissata a un cavalletto per la macchina fotografica:

Federico Pietrella, Dal 19 Novembre al 8 Gennaio, risma di carta, acquarello, work site specific in progress, 2010. Courtesy VIANUOVA Arte Contemporanea, Firenze.
è una flebo che scioglie una pasticca di acquerello su una risma di fogli di carta esangui, il lento gocciolio ne rianima il pallore mortale restituendogli colore, sempre nuovo e diverso, istante dopo istante. L’opera finale è sconosciuta, ben diversa dall’esattezza dello scatto dell’obiettivo, dall’alta definizione dei pixel: qui l’artista è il tempo e non la macchina, qui il risultato è la provocazione dell’ignoto contro il noto.
Infine è l’impronta del datario nel suo continuo replicarsi a permettere a Pietrella di comporre una scena di genere, un’immagine della città di Berlino e della chiesa di San Nicola sullo sfondo (già riprodotta in Una storia semplice), dove i segni dei bombardamenti vengono soffocati e nascosti poco a poco dalla costruzione di grattacieli intorno. Gli stampi impressi dal datario riportano su questo grande acrilico le date esatte dei giorni in cui l’opera è stata compiuta, componendone anche il titolo.
Ogni lavoro è accomunato dal concetto della “ripetizione differente”: è così che nel lento replicarsi di atti, nello scorrere inesorabile d’infinitesimi fotogrammi di vita, tutti uguali e tutti diversi, va in scena una storia artistica e umana.
Serena Bedini
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