Archive for luglio, 2010
3D2D. Tridimensions Today
Comunicato Stampa:
La mostra ospitata dalla Fabbrica dei Pinoli di Villa la Versiliana nell’ambito della ricca stagione culturale 2010, mette a confronto 3 diversi modi di interpretare la scultura contemporanea e il suo insegnamento. Tre artisti under 40, che nonostante la giovane età, hanno già ricevuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali di pubblico e critica.
Aron Demetz, Michelangelo Galliani e Fabio Viale condividono un approccio creativo di carattere processuale, che vede la creazione plastica in una dimensione sperimentale, di continua ricerca, di ibridazione di materiali e tecniche, spesso integrate anche con innesti tecnologici e “integrazioni” di carattere performativo e video cinematografico, pur mantenendosi fedeli a un solido impianto “classico” dal punto di vista espressivo e strutturale.
Qualsiasi materiale è ortodosso per la creazione di elementi estetici tridimensionali, adattando tecniche e approcci alle finalità espressive così pure la scultura, arte dello spazio per antonomasia deve contaminarsi e integrarsi con la dimensione processuale, che include nella genesi creativa l’elemento temporale. I materiali anche i più solidi e ostici possono piegarsi alla volontà creativa dell’artista e la solidità spaziale assecondare la fluidità del tempo, sembrano affermare le opere dei tre artisti. Gli artisti protagonisti della mostra aggiungono alla dimensione creativa un’importante risvolto di carattere didattico-pedagogico, che getta le basi per un’importante riflessione circa il senso, le finalità e le modalità dell’insegnamento artistico nell’attuale panorama socio-culturale internazionale. I tre artisti hanno infatti svolto parte della loro formazione artistica all’interno di Accademie di Belle Arti.
Aron Demetz nella natia Selva di Val Gardena, divenendo depositario delle tecniche di lavorazione del legno ed è oggi insegnante presso la cattedra di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, Accademia presso la quale Michelangelo Galliani, si è formato per poi affiancare alla sua attività artistica quella didattica di docente di tecniche del marmo e delle pietre dure presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Fabio Viale si è formato all’Accademia Albertina di Torino, frequentando anche quella di Carrara oltre ad esperti marmisti delle due città.
Le opere in mostra realizzate con varie tecniche e materiali (legno, marmo, resina, ecc..) sono state pensate per dialogare con gli spazi post-industriali della Fabbrica dei Pinoli e testimoniano oltre all’approccio sperimentale alla materia plastica degli artisti anche un rapporto profondo – anche se in alcuni casi dialettico – con la tradizione, con il savoir faire della scultura, della “bottega”.
Le opere dei tre artisti indicano anche un approccio dinamico ed etico alla trasmissione dell’insegnamento. Un approccio che preserva l’inesausta e indispensabile esigenza di sperimentare nuove soluzioni formali e tecniche e soprattutto si mantiene a debita distanza dai due principali spettri che minacciano la creazione artistica e il suo insegnamento.
Quello, che spesso dimora in ambito accademico, della difesa in trincea dell’abilità manuale, della tecnica come feticcio della scuola e l’altro opposto ma speculare dello spontaneismo assoluto, dell’oggettualità fine a se stessa, illusione avanguardistica, che vede come corifeo la negazione assoluta delle tecniche, dei linguaggi secolari tramandati dalla tradizione, a favore di un analfabetismo artistico ostentato come verginità estetica e riproposizione del mito romantico dell’artista selvaggio preda di un vacuo spontaneismo. All’interno della mostra verrà presentato il catalogo, che documenta le opere e i profili bio-bibliografici degli artisti oltre un apparato critico.
La stagione culturale 2010 de La Versiliana vede un’inedita sinergia tra Fondazione La Versiliana, Comune di
Pietrasanta e la neonata Fondazione “Centro Arti Visive Pietrasanta” per promuovere un’offerta artistico-culturale di alto profilo. In un’ottica di collaborazione e rispetto delle prerogative delle istituzioni coinvolte nel progetto – una progettazione e gestione delle politiche culturali del territorio da parte dell’Amministrazione Comunale e una programmazione dedita allo spettacolo e intrattenimento culturale basata su una lunga e prestigiosa esperienza da parte della Fondazione La Versiliana – il “Centro Arti Visive Pietrasanta” fornisce un contributo di coordinamento e progettazione artistica sul versante delle Arti Visive e Plastiche.Tale contributo, con una forte vocazione didattica testimoniata dalla Scuola di Alta Formazione in Arti Visive e Restauro dell’Arte Contemporanea, fa capo alla Fondazione stessa, che in questa circostanza ha come scopo principale quello di realizzare un progetto espositivo complessivo. In tal senso si riuniscono episodi di elevata qualità da un punto di vista del linguaggio artistico e di cura critica legati da una comune attenzione alle varie declinazioni delle forme espressive contemporanee. Viene valorizzata inoltre la capacità produttiva del territorio, che ha fatto della creazione artistica e della trasmissione del sapere il proprio fulcro motore, formando una parte importante della propria identità.
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INFORMAZIONI: 3D2D. Tridimensions Today, Aron Demetz, Michelangelo Galliani, Fabio Viale
Inaugurazione: Sabato 7 Agosto 2010 ore 19.30
Durata: 7/08/2010 – 30/08/2010
Luogo della mostra: La Fabbrica dei Pinoli (Villa La Versiliana), Viale Morin n. 16, Marina di Pietrasanta (LU)
Orario di apertura: tutti i giorni dalle 18.00 alle 24.00
Ingresso: libero
Organizzazione: Comune di Pietrasanta, Fondazione La Versiliana, CAV Pietrasanta, BonelliLAB, Gagliardi Art System
Catalogo: in mostra
Ufficio Stampa:
Comune di Pietrasanta, Assessorato alla Cultura, Tel. 0584795381/ 500, cultura@comune.pietrasanta.lu.it
La Versiliana Festival, Mob. +39 338 4147298, ufficio.stampa@laversilianafestival.it
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Gianni Colombo: Retrospettiva 1959-1990
Comunicato Stampa:
mostra a cura di Mauro Panzera, dal 1 ottobre al 3 dicembre 2010. Galleria Il Ponte, Firenze. Inaugurazione venerdì 1 ottobre ore 18:30
La Galleria Il Ponte apre la stagione autunnale con una importante retrospettiva dedicata Gianni Colombo, uno dei grandi esponenti dell’arte contemporanea. La mostra si sviluppa all’interno di un percorso di venti opere: dai Rilievi intermutabili e dalle Strutturazioni pulsanti (1959), attraverso le Strutturazioni fluide (1960), le Cromostrutture (1961-70), le Strutturazioni ritmiche (1964-70) e gli Spazi elastici (1974-77), fino agli Spazi curvi (1990).
Gianni Colombo nasce a Milano nel 1937. Frequenta corsi di pittura tenuti da Achille Funi all’Accademia di Belle Arti di Brera. Degli anni Cinquanta gli esordi, a cominciare dai lavori in ceramica per il Concorso Nazionale di Faenza e la Mostra Nazionale di Gubbio (presentati dal 1955 al 1961). Nelle sue ricerche, l’accostamento alla grafica, la fotografia e le opere materiche. Sensibile al lavoro dei nuclearisti, alla ricerca di Lucio Fontana e degli spazialisti, nel 1959 fonda il Gruppo T – con Giovanni Anceschi, Gabriele De Vecchi e successivamente Grazia Varisco – che progetta un’arte cinetica, programmata, ottica dove il nuovo protagonista dell’opera è lo spettatore; con la creazione di spazi interattivi non più divisioni tra pittura, scultura e architettura. L’artista espone lavori polimaterici e rilievi monocromi in feltro alla Galleria Azimut di Milano – al centro di un fervore artistico di livello europeo. Le sue prime opere cinetiche animate elettromeccanicamente Superfici in variazione, Rilievi intermutabili, Strutturazioni pulsanti, sono esposte nella personale Miriorama 4 del ’60 alla Galleria Pater: l’idea dell’opera “aperta” con la quale lo spettatore entra direttamente in contatto diventa suo costante tema ed esigente proposito artistico negli anni Sessanta. Ambienti praticabili e lavori che vadano ad interferire sullo stato psico-fisico del fruitore sono protagonisti in numerevoli esposizioni in spazi pubblici all’estero, tra cui si annoverano Strutturazione cinevisuale abitabile al Musée des Arts Décoratifs del Louvre, Parigi (1964) e Strutturazione cinevisuale ambientale per Nova tendencija a Zagabria (1965). Degli stessi anni, After-Structures, Roto-Optic, After-Points sono sperimentazioni attraverso giochi di luce di strutture a movimento rapido e immagini create da flash ritmici. Tra gli innovativi ambienti Spazio elastico del 1967, presentato a Trigon 67 a Graz, dove una rete volumetrica mobile di fili elastici azionati da motori e fosforescenti per le lampade di Wood determina una percezione dello spazio per ognuno diversa.
Biennali (San Paolo, Brasile; Venezia, XXXIV, 1968 – col premio per la pittura) e Fiere internazionali (Documenta 4, Kassel) lo vedono protagonista ancora per questo decennio, annoverando per altro un continuo successo in personali e collettive in Italia e in Europa. Nei nuovi ambienti praticabili si dialoga tra lo spazio, l’equilibrio e il movimento: Campo praticabile, presentato con Vincenzo Agnetti, Studio Marconi di Milano (1970). Dalle metà degli anni Settanta, la ricerca di Colombo si incentra sempre più sull’analisi del linguaggio architettonico con la creazione di ambienti dove il transitante è sempre più parte essenziale: archi, colonne, piani inclinati vengono modificati e manipolati (Topoestesie; Bariestesie, mostrate in primis da Marconi nel ’75).
Artista e progettista, Colombo riceve la cattedra di Strutturazione dello spazio alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano con direzione della stessa dal 1985. Dagli anni Ottanta lavora alle Architetture cacogoniometriche ponendo attenzione alle note strutturali dello spazio espositivo e agli elementi architettonici primari (1984, Architettura cacogoniometrica-Colonne, Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano; Biennale di Venezia) per proseguire alla fine del decennio e in quello successivo con lo sviluppo di ambienti impostati sul concetto di “spazio curvo”: Spazio diagoniometrico (1992, Galerie Hoffmann, Friedberg). L’artista scompare prematuramente l’anno seguente, ma l’attenzione per il suo operato continua sino ad oggi con la presentazione di numerevoli personali in spazi pubblici e privati all’estero e in Italia: Studio Dabbeni, Lugano (1993); Studio Marconi, Milano (1994); Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo (1995); Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, Graz (2007); Castello di Rivoli, Torino (2009); Galleria Il Ponte, Firenze (2010).
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INFORMAZIONI: Gianni Colombo, Retrospettiva 1959-1990, 1 ottobre – 3 dicembre 2010, Galleria Il Ponte arte moderna e contemporanea, Firenze 50121 – via di mezzo, 42/b, tel. 055240617 fax 0555609892, orario 15,00 – 19,00 sabato su appuntamento – festivi chiuso, info@galleriailponte.com www.galleriailponte.com
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Milo De Angelis e Viviana Nicodemo: Via dell’inizio
Comunicato Stampa:
Sabato 31 luglio alle ore 18, presso la Galleria Civica di Palazzo Ducale a Pavullo nel Frignano (Modena) inaugura la mostra Via dell’inizio, a cura di Paolo Donini. La mostra presenta opere fotografiche e video di Viviana Nicodemo in dialogo con 27 poesie inedite di Milo De Angelis, tratte dalla raccolta poetica in pubblicazione il prossimo autunno presso Mondadori editore.
Lo straordinario incontro tra due delle più importanti voci della cultura italiana contemporanea mette a confronto, attraverso un originale allestimento, due linguaggi che si sfiorano: l’immagine e la parola, le arti visive e la poesia. Dopo il successo dell’ultimo libro di Milo De Angelis, Tema dell’addio, vincitore del Premio Viareggio 2005, con la mostra a Palazzo Ducale di Pavullo, il pubblico avrà un’anticipazione del nuovo lavoro del poeta, letto in una chiave particolare, quella della vicinanza e consonanza con le immagini fotografiche di Viviana Nicodemo.
Saranno esposti alcuni scatti della Nicodemo già presentati in Necessità dell’anatomia, serie fotografica pubblicata nel libro omonimo del 2006, insieme a un nutrito nucleo di fotografie del tutto inedite e a due video, tra cui quello realizzato in occasione della mostra, a cui dà anche il titolo: Via dell’Inizio. Completa la mostra un video della recitazione integrale del ciclo di poesie Finale d’assedio di Milo De Angelis.
E’ dunque una mostra a più voci, capace di creare forti suggestioni amplificando i punti di vista e le sensazioni. Da un lato le fotografie di Viviana Nicodemo, in cui prendono forma le parole di Milo De Angelis, i temi cari alla sua poetica, come quello del dolore, tagliente, espresso con esattezza dall’immagine, un dolore che entra a far parte integrante della visione. Di riscontro, la forza dei testi poetici di Milo De Angelis, dai toni inconfondibili e sempre sorprendenti, ha un carattere di complementarietà e di espansione rispetto alle immagini fotografiche, indagando un territorio che va oltre la visione, entrando in contatto con una dimensione di riscatto al dolore.
I corpi femminili e maschili immortalati dalla Nicodemo, tracciano un dialogo continuo con gli ambienti circostanti, segnati dalla devastazione, alla ricerca di una loro intima essenza, di una ragione che giustifichi la loro esistenza. L’artista disegna il dolore del suo sguardo nel contrasto del bianco e nero, in ogni singolo dettaglio, nella posizione dei corpi essenziali, nella luce livida da cui sono colpiti, nelle rovine degli spazi.
La ricerca di Viviana Nicodemo si muove costantemente fra diverse eredità e passioni che coesistono da sempre nella sua vita: il teatro, la danza contemporanea, la scultura e la poesia. Nelle sue ultime opere è accentuato il senso di recinzione e di imprigionamento. Non vediamo cosa arresta i soggetti ritratti, ma sentiamo che non possono fuggire la loro condizione. La luce diventa come filo spinato che impedisce loro di muoversi, ma non esiste alcuna meta da raggiungere, né un inizio, né una fine: corpi naufraghi in un letto, braccia nel vuoto, corpi che nessuna cura custodisce. Tutto avviene lì, senza uscita e senza scampo.
Nei video i luoghi diventano labirinti di pareti e corridoi, paludi, luoghi di asprezza e attrito, dove le figure umane si aggirano in moti circolari rivivendo giochi infantili come riti senza gioia. L’inquietudine guida le figure presenti nelle opere dell’artista che, abbandonata ormai ogni traccia di narrazione, delinea personaggi che “sono piuttosto le improvvise e abbaglianti emersioni di un mondo sottostante che non viene più restituito, di un terremoto di cui si è persa la visione. Sono i superstiti che vagano nello spazio a loro concesso come incarnazioni di un dolore indicibile e prepotente.” (Milo De Angelis, Quest’andarsene nel buio dei cortili, testo in catalogo).
La Galleria civica di Palazzo Ducale continua con questa mostra il progetto di presentare le voci più interessanti della cultura contemporanea, in un percorso che abbraccia diverse arti trasversalmente, dando spazio ad artisti nazionali ma anche a interpreti della cultura locale, con proposte espositive capaci di promuovere la conoscenza del territorio.
Il valore storico-culturale del Palazzo e del Parco Ducale, profondamente radicato nelle vicende di molte generazioni di pavullesi e importante risorsa dell’Appennino, fa da corollario alle proposte artistiche riuscendo a costruire un unicum coinvolgente di sollecitazioni visive e intellettuali.
Il palazzo Ducale di Pavullo ha avuto fin dalla sua costruzione, come dimora estiva di Francesco IV d’Este, la vocazione a diventare un luogo eletto alla cultura. Le sue sale, ricche di memoria storica, dialogano perfettamente con le espressioni artistiche contemporanee. Lo spazio architettonico, d’impianto rinascimentale, valorizza la percezione delle opere d’arte nella loro unicità e contemporaneamente crea tra loro relazioni estetiche, in un gioco prospettico di particolare effetto.
Negli anni, attorno alla Galleria Civica di Pavullo, attraverso le mostre d’arte e le tante attività parallele, tra cui pubblicazioni di cataloghi, incontri, presentazioni di libri e tavole rotonde, si è creato un interessante dibattito culturale che sta rendendo Pavullo una meta sempre più interessante per chi cerca di comprendere meglio il presente attraverso i temi e i linguaggi artistici contemporanei e, allo stesso tempo, ama immergersi in un luogo ricco di storia, senza rinunciare a un contatto forte con la natura e l’ambiente.
Milo De Angelis è nato nel 1951 a Milano, dove insegna in un carcere. E’ considerato una delle più grandi voci della poesia italiana. Ha pubblicato diversi libri di poesie, da Somiglianze (1976) a Terra del viso (1985) a Tema dell’addio (2005, vincitore del Premio Viareggio 2005). Ha tradotto dal francese e dalle lingue classiche. Nel 2008 viene pubblicato un volume che raccoglie tutta la sua opera in versi (Poesie, Oscar Mondadori). Alla fine del 2010 uscirà, sempre presso Mondadori, un nuovo libro di poesie.
Viviana Nicodemo: Milanese, dopo gli studi classici, si diploma alla Civica scuola d’Arte Drammatica Piccolo Teatro di Milano. Ha recitato con vari registi e ha fatto diverse letture poetiche (Dante,Tasso, Dickinson, Rilke, Pavese). Artista poliedrica, si è dedicata, oltre al teatro, alla danza contemporanea, alla scultura, alla poesia e alla fotografia. Ha pubblicato nel 2007 Necessità dell’anatomia (Ed. Spirali) con sue fotografie e versi di Milo De Angelis. Ha girato alcuni video legati alla poesia del ‘900, tra cui Un nome della via e Via dell’inizio.
INFORMAZIONI:
Titolo: Via dell’inizio
Artisti: Milo De Angelis, poesie – Viviana Nicodemo, fotografie e video
Curatore: Paolo Donini
Sede: Galleria Civica di Palazzo Ducale, Via Giardini 3 – Pavullo nel Frignano (MO)
Periodo: dal 31 luglio al 26 settembre 2010
Inaugurazione: sabato 31 luglio 2010 ore 18
Orari di apertura: martedì e giovedì 15.00 – 18.00, sabato 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00, domenica e festivi 11.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00
Ingresso: gratuito
Catalogo: a cura di Paolo Donini con testi di Milo De Angelis, Paolo Donini, Isabella Vincentini
Progetto di allestimento: Paolo Donini
Enti promotori: Città di Pavullo nel Frignano, Assessorato alle attività culturali, Galleria d’Arte Contemporanea di Palazzo Ducale
Enti patrocinatori: Provincia di Modena
Informazioni: Ufficio Turistico tel. 0536 29964, www.comune.pavullo-nel-frignano.mo.it – Ufficio stampa Agenzia04, Via Giovanni Brugnoli 19/C 40122 Bologna, Tel. 051 6490104, Mob. 333 3781246 / 348 3106144, press@agenzia04.com

