Smashing Pumpkins – "Teargarden by Kaleidyscope"
Il decennio dei Novanta si è concluso ormai da un pezzo e questo è un dato assoldato. Eppure, anche a causa di una certa inconsistenza musicale degli anni “Zero”, certi volti e certi suoni legati a quel periodo proprio non riusciamo a toglierceli dalla testa. Stiamo parlando del cranio lucente di Billy Corgan e delle melodie taglienti degli Smashing Pumpkins, che hanno recentemente pubblicato il brano “A song for a son”, primo assaggio del nuovo lavoro intitolato “Teargarden by Kaleidyscope”.
La band di Chicago, attiva dal 1988 al 2000 e rifondata nel 2006, ha deciso di approcciarsi al nuovo album in un modo del tutto particolare e decisamente al passo coi tempi: in programma ci sono 44 canzoni che verranno rilasciate una alla volta, gratuitamente sul sito ufficiale della band.
Seguiranno undici EP a tiratura limitata da quattro tracce ciascuno e per la gioia dei collezionisti il tutto andrà a finire, a lavoro concluso, in un unico cofanetto. Il cantante e chitarrista Billy Corgan ha spiegato di essersi trovato a disagio nel registrare dischi seguendo i tempi e le modalità imposta dalle case discografiche, considerandolo un sistema controproducente per la produzione artistica della musica. Ha dichiarato di aver bisogno di un nuovo modo di approcciarsi alla musica, di uno stimolo particolare per registrare ogni singola canzone e di voler condividere i risultati immediati del suo lavoro con i fan. Quale mezzo migliore se non la rete per ottenere il feedback desiderato e testare questo nuovo approccio?
La band già nel 2000 aveva inaugurato la strada maestra del web, nella quale la musica sarebbe sgorgata nel nuovo millennio. In rotta di collisione con la loro casa discografica e in crisi dopo lo scioglimento, pubblicarono autonomamente e gratuitamente su internet l’album “Machina II/ The Enemies of Modern Music” incoraggiandone la diffusione tra gli utenti. Furono dei veri precursori di un’era. Gli Smashing Pumpkins sono capaci di guardare lontano e hanno tutta l’intenzione di salvaguardare l’integrità interiore e la qualità musicale che li hanno contraddistinti nella loro carriera.
Sono tra i pochi ad aver preso coscienza dei cambiamenti che ha vissuto e sta vivendo il mondo della musica e forse gli unici, almeno nel mondo del rock, che hanno capito di dover puntare sulla qualità e sull’affetto dei fan se vogliono continuare a cavalcare l’onda del loro ventennale successo. L’incontrastato leader Billy Corgan, dopo aver allontanato vari membri della band durante gli anni Novanta, averla sciolta nel 2000, salvo poi pentirsene e rifondarla nel 2006 ha dovuto fronteggiare anche l’uscita, lo scorso anno, del batterista storico Jimmy Chamberlin.
Per trovare un sostituto il gruppo ha indetto un appello online, visionando oltre un migliaio di batteristi che hanno spedito i link con i video delle loro performance come presentazioni. Nonostante alle audizioni dal vivo partecipassero batteristi piuttosto rinomati, la scelta è caduta sul talentuosissimo Mike Byrne, diciannovenne letteralmente cresciuto a “pane e Smashing Pumpkins”. Corgan ha raccontato di aver chiesto personalmente il permesso ai genitori di Mike prima di farlo entrare nella band, completata dal chitarrista Jeff Schroeder, dalla bassista Ginger Reyes e dalla tastierista Lisa Harriton (membri entrati nella line up dal 2006).
La figura di William Patrick Corgan appare più centrale che mai in questa nuova fase degli Smashing Pumpkins, dopo gli scarsi risultati del progetto Swan e della sua carriera solista, lo ritroviamo più maturo e più fiducioso grazie alle novità introdotte nel registrare e diffondere la propria musica. Non solo, nei primi giorni del 2010 ha annunciato l’apertura di una nuova etichetta assieme a Kerry Brown, inoltre sarebbe intenzionato a pubblicare un memoriale raccogliendo materiale dal suo blog “Everything From Here to There” a proposito di Dio e religione, argomento a cui spesso ha fatto riferimento nei testi delle sue canzoni.
Nelle prossime settimane sul sito ufficiale della band dovrebbe essere disponibile un nuovo brano, per quanto riguarda “A song for a son” si tratta di una canzone molto promettente, melodica e malinconica in perfetto stile Pumpkins, con una chitarra suggestiva e fischiante. A promettere bene sembra essere l’intero progetto musicale, la cui conclusione, nel più completo rispetto delle esigenze artistiche di Corgan e soci, non è definita nel tempo. Anche l’esito finale è tutto fuor che scontato.
La pubblicazione ad episodi di “Teargarden by Kaleidyscope” e l’arrivo del nuovo batterista non possono che far ben sperare nel futuro i numerosi fan della band statunitense; tra un altro decennio, o forse prima, sapremo dire se ancora una volta le scelte degli Smashing Pumpkins sono state anticipatrici dell’evoluzione del mercato della musica. Comunque vada difficilmente riusciremo a toglierceli dalla testa.
Di Andrea Angeloni
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