Parnassus e l'immaginario
Parnassus (Christopher Plummer), capo della compagnia teatrale “The Imaginarium”, è lo schiavo perfetto: un vecchio saggio disposto a tutto pur di coltivare l’ebbrezza del gioco. Il Diavolo (Tom Waits) altro non è che l’azzardo, abile seduttore capace di sgretolare l’immaginario umano, corroso dal piacere del rischio e dal libero arbitrio: croce e delizia dell’umana natura. I due si sfidano a suon di scommesse mettendo sul piatto il corpo e l’anima ribelle della giovane Valentina (Lily Cole), figlia dello stesso Parnassus.
Entrato nel girone infernale degli scommettitori, esseri la cui fantasia viene del tutto azzerata dal gioco, Parnassus è condannato, senza troppi successi, al più classico dei contrappassi di dantesca memoria: dar forma all’immaginazione umana tramite uno specchio magico, evidente richiamo all’opera di Carroll, in grado di proiettare le persone in mondi onirici di allucinata fantasia. Ma ecco che le budella dello spettatore cominciano a contorcersi all’apparire di un’ombra proiettata sulle acque del Tamigi: è il corpo impiccato di Tony (Heath Ledger), che fa così la sua macabra apparizione. Lo sfortunato attore ci offre un’interpretazione di straordinario livello: imbarazzante la naturalezza della sua mimica facciale e dei movimenti del corpo, avvolto in un elegante smoking bianco.
Il Joker inscenato da Gilliam aiuterà Parnassus e la sua banda di guitti itineranti a conquistare le 5 anime richieste dal Diavolo per l’ennesima scommessa. Il film è il risultato del genio indiscusso di Terry Gilliam, regista visionario in grado di superare egregiamente la prova più ardua della sua carriera: la morte reale dell’attore Heath Ledger, sostituito in corso d’opera dallo scialbo trio Deep-Law-Farrell, quest’ultimo vertice di un triangolo comunque incolore. In una sublime alternanza di tonalità fredde e calde, lo spettatore viene condotto per mano fra le strade di una Londra quanto mai cupa ed il mondo onirico oltre lo specchio incantato. In questa incredibile pellicola, Gilliam mette in scena l’essenza della natura umana costantemente in bilico tra la libertà del sogno e l’opprimente realtà minata da tentazioni e scelte obbligate.
Di Marcello Accanto
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